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Sezione: Atti del convegno "La comunità in preghiera. MOL Liturgica e la catalogazione dei messali pretridentini". Quarta sessione
Data di pubblicazione: 25-06-2025

Europeana al servizio del patrimonio culturale europeo del futuro

Autori

In questo breve resoconto, si delineano le novità riguardo alle più recenti evoluzioni di Europeana, un’iniziativa dell’Unione Europea a sostegno della trasformazione digitale nel patrimonio culturale, che negli anni è passata da essere un portale e una piattaforma a diventare uno spazio dati nell’interesse di salvaguardare il futuro delle istituzioni culturali europee.

Europeana è un’iniziativa dell’Unione Europea che ha lo scopo di sostenere la trasformazione digitale del settore dei beni culturali. La missione di Europeana è quella di sviluppare competenze, strumenti e strategie per le istituzioni culturali europee così che queste siano in grado di accogliere i cambiamenti in atto nel mondo digitale favorendo l’innovazione. Per trasformazione digitale si intende sia il processo che il risultato dell’utilizzo della tecnologia digitale per evolvere la maniera in cui un‘organizzazione opera e crea valore. Europeana parte dal principio che la trasformazione digitale aiuta un'istituzione a prosperare e a realizzare la propria missione in sintonia con le aspettative delle comunità di riferimento. Pertanto Europeana consente alle istituzioni culturali di contribuire alla trasformazione di un settore informato dal digitale e di un’Europa informata dalla cultura, accelerando l’evoluzione digitale del settore e stimolando il riutilizzo del patrimonio digitale culturale in ambiti diversi.

Europeana si fonda su tre pilastri: la Fondazione, la Europeana Network Association (ENA) e il Forum degli Aggregatori (EAF).

La Fondazione Europeana è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro che, nell’ambito dell’iniziativa Europeana, gestisce l’infrastruttura digitale di Europeana.eu e, in collaborazione con un consorzio di diciotto partner provenienti da nove paesi dell’Unione Europea, guida la realizzazione di uno spazio dati europeo per il patrimonio culturale. In aggiunta, la fondazione contribuisce alle più importanti iniziative europee sul patrimonio culturale, come ad esempio il progetto del Collaborative Clouds for Cultural Heritage (CCCH), una piattaforma condivisa progettata per fornire ai professionisti e ai ricercatori del patrimonio culturale l’accesso a dati, risorse scientifiche, formazione e strumenti digitali avanzati, su misura per qualsiasi loro esigenza1.

L’ENA è una comunità forte e democratica di esperti che lavorano nel campo del patrimonio culturale digitale. I membri sono uniti dalla missione comune di espandere e migliorare l’accesso al patrimonio culturale digitale europeo. L’associazione ha il compito di far emergere le istanze dei professionisti del mondo culturale per far sì che Europeana rimanga sempre in ascolto dei bisogni che vengono dalle comunità di riferimento: professionisti delle istituzioni culturali (musei, biblioteche, archivi), educatori ecc.

Da parte loro, gli aggregatori collaborano con le istituzioni del patrimonio culturale raccogliendo dati affidabili e rendendoli accessibili attraverso Europeana.eu. Tutti gli aggregatori di Europeana sono membri dell’Europeana Aggregators’ Forum (EAF), una rete di aggregatori nazionali, regionali, di dominio e tematici che – tra le altre cose – lavorano per diffondere i metodi migliori nei processi di aggregazione e di condivisione dei dati attraverso Europeana.eu.

Come si evince da questa breve introduzione, Europeana è un ecosistema che consiste in oltre quaranta aggregatori che convogliano i dati di circa quattromila tra musei, biblioteche e archivi da ventisette stati membri e dà voce a un network di cinquemila membri.

Europeana.eu nasce nel 2008 su istanza di alcuni paesi europei (tra cui l’Italia) come risposta europea alle grandi piattaforme statunitensi che nella prima decade degli anni 2000 avevano cominciato ad investire massicciamente in progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale, come ad esempio Google. In questi anni, Europeana ha continuato a crescere. Oggi Europeana.eu dà accesso a circa sessanta milioni di oggetti digitali provenienti da istituzioni di tutta Europa: opere d’arte, libri, musica e video, giornali, archeologia, moda, scienza, sport e molto altro. Le collezioni di Europeana.eu sono in buona parte riutilizzabili perché usano formati dati aperti e affidabili, perché la qualità dei dati e delle informazioni sono garantite dalle istituzioni che le conservano.

Se all’inizio Europeana era un portale che consentiva l’accesso a degli oggetti digitali, nel tempo è diventata prima una piattaforma che combinava dati, contenuti e strumenti e più recentemente si è evoluta in uno spazio dati che protegge la sovranità dei dati e allo stesso tempo gestisce nella maniera più ampia possibile il modo in cui i dati sono resi accessibili a diversi tipi di utenti. Quest’ultimo passaggio è di grande importanza per il futuro delle collezioni digitali del patrimonio culturale europeo e vale quindi la pena spiegarlo più in dettaglio.

Come definito dal Data Spaces Support Centre (DSSC) nel Data Spaces Blueprint, uno spazio dati è un sistema distribuito definito da un quadro di governance che consente transazioni di dati sicure e affidabili tra i partecipanti, sostenendo al contempo la sovranità dei dati2. Pertanto è costruito in maniera tale da consentire a tutti i partecipanti e fornitori di dati di decidere come questi vengano utilizzati.

Se immaginiamo un parco in cui un gruppo di persone si incontra per organizzare un picnic, nel modello della piattaforma l’organizzatore del picnic mette a disposizione il tavolo, le panche, le posate ecc. I partecipanti portano le vivande ma per condividerle devono portarle al tavolo dove tutti devono andare per servirsi. Nel sistema dello spazio dati, ognuno porta qualcosa nel parco e tutti possono condividerlo liberamente, senza dover usare necessariamente un posto centralizzato (il tavolo). Tutti sono messi in condizione di condividere con chiunque altro. Nello spazio dati quindi tutti hanno la stessa capacità di condivisione e lo scambio dei dati è decentralizzato ma allo stesso tempo i fornitori dei dati hanno il controllo affinchè l’utilizzo dei loro dati sia conforme alle loro aspettative.

Dunque, i due concetti principali di uno spazio dati sono: la decentralizzazione e il rispetto della sovranità dei dati. Per sovranità dei dati si intende il controllo che le istituzioni culturali che li forniscono mantengono su questi. Non è il gestore della piattaforma a deciderne la maniera di utilizzo, ma chi li possiede.

In questo nuovo contesto, Europeana, tornando alla metafora del picnic, farà sì che tutti i partecipanti rispettino le regole del “parco” cioè che i dati siano veritieri, accessibili e usati secondo criteri condivisi. Per far questo, Europeana promuove l’innovazione nella ricerca di sistemi e strumenti sempre più performanti nel campo della condivisione e della sicurezza dei dati così da garantire un ambiente inclusivo per tutti i partecipanti al data space3. Inoltre, Europeana ha messo in campo una serie di iniziative per aumentare la capacità del settore di operare all’interno dello spazio dati (upskilling e capacity building), poiché un data space efficace ed efficiente può esistere solo se gli attori che vi partecipano sono istruiti e informati. Tra le varie iniziative vale la pena citare la Europeana Academy, che mette a disposizione gratuitamente numerosi moduli di insegnamento online4.

Per concludere, il nuovo spazio dati europeo per il settore culturale avrà una maggiore e variegata offerta di dati che saranno forniti da attori diversi in un quadro standardizzato e interoperabile. Inoltre, metterà a disposizione servizi intermediari e abilitanti affidabili e attendibili a supporto delle attività di condivisione di dati nonché la possibilità di utilizzare dei processi di condivisione dei dati diversificati, in grado di supportare la condivisione di nuovi tipi di dati. Inoltre, lo spazio dati consente lo sviluppo di meccanismi partecipativi e collaborativi e abilitanti anche attraverso l’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale.

Il progetto DE-BIAS5, finanziato nell’ambito dello spazio dati, è un buon esempio di questi concetti. Lo scopo di DE-BIAS è quello di promuovere un approccio più inclusivo e rispettoso nella descrizione e nella narrazione di contenuti digitali. Per far questo una comunità di istituzioni culturali, ricercatori e utilizzatori insieme hanno sviluppato uno strumento basato sull’intelligenza artificiale per individuare automaticamente i termini problematici nei metadati dei beni culturali e fornire informazioni sul loro contesto. Utilizzando vocabolari che combinano il linguaggio problematico in uso con informazioni sul contesto di riferimento e suggerimenti per definizioni alternative e più appropriate, questo strumento ambisce a migliorare i dati che vengono scambiati, cioè le transazioni di dati che avvengono tra i partecipanti6.

Negli anni a venire questo tipo di progetti condivisi continuerà a crescere coinvolgendo sempre più persone e istituzioni a beneficio di tutto il settore europeo dei beni culturali. Per molte istituzioni è difficile tenere il passo con l’evoluzione esponenziale delle tecnologie digitali e di conseguenza con le aspettative del pubblico. Dal 2008 Europeana è al fianco degli operatori culturali per fare in modo che l’eredità culturale europea sia parte integrante della transizione digitale della società con la sua complessità e la sua ricchezza. Che si parli di una società più equa, di un futuro ecosostenibile o di un mondo in cui la tecnologia sia al servizio dell’umanità e non il contrario, Europeana promuove conoscenze e disloca risorse per far sì che queste trasformazioni siano inclusive7. Non si tratta quindi solo di pubblicare le collezioni del patrimonio culturale europeo ma anche proteggerle e traghettarle nel futuro rendendole comprensibili e utili a tutti. In tal senso Europeana continua ad essere la portavoce della identità culturale europea in tutte le sue più complesse sfaccettature.

L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2025

Note

  1. Per saperne di più <https://www.echoes-eccch.eu/>.
  2. Informazioni complete circa la struttura dello spazio dati europeo sono disponibili su questo sito: <https://dssc.eu/space/BVE2/1071251613/Introduction+-+Key+Concepts+of+Data+Spaces>.
  3. La metafora del database come picnic è illustrata in: When open data meets data space, <https://data.europa.eu/en/publications/datastories/when-open-data-meets-data-spaces>.
  4. https://pro.europeana.eu/page/europeana-academy.
  5. https://www.eccom.it/project/de-bias/.
  6. https://pro.europeana.eu/project/de-bias.
  7. Per un approfondimento sul ruolo di Europeana nella triplice transizione europea si veda: Harry Verwayden – Lorena Aldana, Towards a heritage-led triple transition in Europe: Europeana and the Common European data space for cultural heritage, in: Jahrbuch für Kulturpolitik 2023/24, Bielefeld: transcript Verlag, 2025, p. 466-478.

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Autori/Autrici

Martina Bagnoli - Fondazione Europeana

Come citare

Bagnoli, M. (2025). Europeana al servizio del patrimonio culturale europeo del futuro. DigItalia, 20(1), 183–186. https://doi.org/10.36181/digitalia-00134
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Martina Bagnoli - Fondazione Europeana

Come citare

Bagnoli, M. (2025). Europeana al servizio del patrimonio culturale europeo del futuro. DigItalia, 20(1), 183–186. https://doi.org/10.36181/digitalia-00134
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