Questo sito utilizza solo cookie tecnici o equivalenti.
Per maggiori informazioni clicca qui.

Search
Sezione: Atti del convegno "La comunità in preghiera. MOL Liturgica e la catalogazione dei messali pretridentini". Terza sessione
Data di pubblicazione: 25-06-2025

A Verona anche i libri sono monumenti. La Biblioteca Capitolare di Verona nel passato, presente e futuro

Autori

La Biblioteca Capitolare di Verona trae le sue origini da uno Scriptorium legato ai Canonici della Cattedrale, la cui presenza è testimoniata fin dall’anno 517 d.C. Qui sono custoditi veri e propri tesori della cultura occidentale. Per secoli la Biblioteca è stata affidata alle cure del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Verona, ma le mutate esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio hanno reso necessaria un’evoluzione dell’organizzazione. Per questo motivo è stata costituita nel 2019 la Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona ETS, che ha come soci fondatori il Capitolo dei Canonici e la Bauli S.p.A. La Fondazione ha elaborato un Piano Strategico 2022-2026 per individuare le linee guida di un percorso integrato tra ricerca, conservazione e rinnovamento museale. Essa ha aperto al pubblico, nel settembre 2023, nuovi spazi espositivi e sta lavorando ad un progetto di rifunzionalizzazione degli spazi per potenziare la ricerca scientifica e la realizzazione di un hub culturale.

Il contesto e le collezioni

La Biblioteca Capitolare sorge nel cuore della Verona antica, nella zona detta del “Canonicato”, sui resti delle basiliche paleocristiane risalenti al IV e V secolo, di cui si possono ancora ammirare parte degli antichi pavimenti con raffinati mosaici nel chiostro adiacente l’attuale cattedrale di Santa Maria Matricolare. In questa zona sorgeva anticamente lo Scriptorium per la produzione dei manoscritti, documentato con certezza a partire dall’anno 517 d.C., grazie alla datazione indicata su un codice dall’amanuense Ursicino1. È proprio dalla raccolta dei libri realizzati all’interno dello Scriptorium che inizia a prendere forma la biblioteca, configuratasi progressivamente nei secoli come una vera e propria raccolta per lo studio e la conservazione, affacciata sull’elegante Chiostro dei Canonici realizzato a partire dal XII secolo. Un luogo non più riservato ai soli sacerdoti, ma frequentato da illustri studiosi e letterati come Dante Alighieri e Francesco Petrarca. A metà del XV secolo, con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, arrivarono i primi volumi stampati, determinando così la definitiva chiusura dello Scriptorium e la nascita della biblioteca vera e propria, che ha continuato ininterrottamente la sua attività fino ai giorni nostri.

Oggi gli ambienti della Capitolare si presentano in modo molto diverso dall’epoca medievale. Vi furono, infatti, vari interventi di restauro, spostamenti, rifacimenti a causa delle vicissitudini avvenute nei secoli: la peste del 1630, le razzie del regime napoleonico, l’alluvione del 1882, il bombardamento americano del 19452. A seguito di quest’ultimo devastante evento, il salone monumentale, dedicato all’Arcidiacono Pacifico, venne riedificato completamente sulla base del suo precedente aspetto, con le sue architetture di stile settecentesco e le imponenti librerie lignee (Fig. 1).

Figura 1. Salone monumentale Arcidiacono Pacifico

La Biblioteca Capitolare custodisce una collezione di circa 1280 manoscritti, tra cui sono incluse opere uniche al mondo. Tra i suoi scaffali possiamo rintracciare testi riferibili alle più svariate discipline: teologia, diritto, poesia, filosofia, astronomia, medicina, botanica, storia e numerose altre scienze. Questa varietà ci testimonia il felice incontro e la reciproca integrazione e contaminazione del sapere religioso e laico che sono alla base dello sviluppo della cultura occidentale.

Tra le opere più prestigiose troviamo la più antica copia al mondo del De Civitate Dei di S. Agostino, scritta all’inizio del V secolo, quando il santo era ancora in vita. Di fondamentale importanza sono poi le Istituzioni di Gaio, risalenti al V secolo: l’unico testo di giurisprudenza romana classica al mondo ad essere sopravvissuto alle manipolazioni bizantine della riforma di Giustiniano, giunto fino a noi sotto forma di palinsesto. L’Indovinello Veronese, un piccolo enigma conservato in un codice dell’VIII secolo, la più antica testimonianza scritta di quella che sarebbe diventata la lingua italiana, datata alla fine dell’VIII secolo. Tra i tesori più preziosi troviamo anche il Codice VI, uno dei più antichi evangeliari purpurei sopravvissuti nella sua interezza, scritto in eleganti lettere d’argento e d’oro. Il cosiddetto Codice di Ursicino, dal nome del suo copista, è la prova che lo Scriptorium di Verona, alle origini della biblioteca, era già attivo almeno nel VI secolo, in quanto riporta – oltre alla firma dell’amanuense – l’indicazione di luogo e data: Verona, le calende di agosto dell’anno di consolato di Agapito (1° agosto 517 d.C.). Tra le raffigurazioni più iconiche, la cosiddetta Iconografia Rateriana è la prima rappresentazione grafica di Verona: un’immagine evocativa e narrativa, che prende il nome dal vescovo che la commissionò, Raterio di Liegi (892-974); l’originale andò perduta durante la Rivoluzione Francese; la prima copia, realizzata con tecniche simili all’originale e qui conservata, è datata 1739 e apparteneva all’intellettuale veronese Scipione Maffei (1675-1755).

Oltre alle sue collezioni di codici, la biblioteca raccoglie un ricco archivio di pergamene, diplomi e documenti manoscritti. L’Archivio Capitolare attesta l’attività dei canonici di Verona nel corso dei secoli e comprende una serie di circa 11.000 pergamene, di cui la più antica risale al 710 d.C., e circa 215 metri lineari di faldoni con documenti cartacei a partire dal XIII secolo. Le collezioni della Biblioteca comprendono anche circa 100.000 volumi a stampa, tra cui troviamo incunaboli, cinquecentine e seicentine, testi moderni e contemporanei. Oltre alla Biblioteca e all’Archivio è presente il Museo Canonicale che custodisce una pinacoteca e un corpus di arredi sacri provenienti dalle chiese legate al Capitolo (circa 750 unità): turiboli, croci, anelli papali decorati con elementi in oro, argento, madreperla e pietre colorate, risalenti a diversi periodi storici che vanno dal Medioevo all’Ottocento.

La nascita della Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona

Dalla sua origine la Capitolare è stata affidata alle cure del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Verona, proprietari di tutti i beni mobili e immobili. Tuttavia, le mutate esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio hanno reso necessaria un’evoluzione dell’organizzazione. Per questo motivo è stata costituita nell’ottobre 2019, con atto notarile, la Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona ETS (d’ora in avanti anche FBC), dai soci fondatori Capitolo dei Canonici e Bauli S.p.A.3.

Gli obiettivi della FBC consistono nel conservare, promuovere e valorizzare il “contenuto” e il “contenitore” definendo delle strategie di gestione integrata nel rispetto delle istanze di tutela del patrimonio e dell’edificio che lo ospita.

Piano strategico 2022-2026

Nel 2020 è iniziata una consulenza biennale con la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino che si è conclusa nella pubblicazione del Piano strategico 2022-2026, per delineare le linee guida di crescita e innovazione dell’attività dell’ente4. Alla base del Piano vi è l’obiettivo di raggiungere entro il 2026 l’autonomia economica. I principali orientamenti strategici del Piano sono i seguenti, in parte già realizzati:

  • assunzione di personale scientifico con specifiche competenze: si è passati da una risorsa assunta nel 2020 a tre risorse nel 2021, giungendo a fine 2024 ad avere cinque risorse a tempo pieno;
  • inventariazione, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio: al fine di una sempre maggiore conoscenza dei beni per la successiva valorizzazione5;
  • nuovo marchio La Capitolare: nell’ambito dell’edizione 2022 del bando di Fondazione Italia Patria della Bellezza la FBC è stata “adottata” da Reflektor, agenzia milanese di branding e innovation per un’operazione di rebranding. In tale occasione, è stata sviluppata una nuova identità visiva con un nuovo marchio, un nuovo logo, una nuova tipografia per la comunicazione e lo sviluppo di una nuova palette di colori. L’edizione 2023 del bando ha visto la Fondazione nuovamente vincitrice del premio speciale EssilorLuxottica Eyes on Art. Un’opportunità unica per la condivisione della bellezza del suo ricchissimo patrimonio utilizzando la nuova identità visiva attraverso modalità innovative, su schermi digitali nei punti nevralgici di Milano e New York, integrando cultura millenaria e tecnologia all’avanguardia con il prestigioso supporto di un’azienda leader di settore. Successivamente, nel 2024, si è deciso di esternalizzare le attività di comunicazione e marketing, affidando a un’agenzia di comunicazione veronese la creazione di un piano strategico biennale che comprendesse le azioni di ufficio stampa, analisi e gestione social, servizio di public relations con gli stakeholders e creazione di campagne pubblicitarie specifiche; la prima campagna realizzata è stata A Verona anche i libri sono monumenti (Fig. 2), che ha vinto diversi premi internazionali; reputazione e riposizionamento: fin dalla nascita della FBC si è sentita la necessità di riposizionare la Capitolare a livello locale, nazionale ed internazionale, soprattutto nell’ambito della ricerca. Per tale ragione si è deciso di creare una policy per le attività di ricerca strutturate con le università, finalizzata alla sottoscrizione di apposite convenzioni. Esse sono uno strumento indispensabile per sviluppare i progetti di ricerca scientifica e di formazio ne, promuovendo la collaborazione con altre istituzioni. Stringere legami con altri enti è un’opportunità per ampliare il proprio know-how tecnico-scientifico, ap profondire la conoscenza delle proprie collezioni e sviluppare le competenze interne. Nel medio termine, lo sviluppo di un network di collaborazioni ha consentito a FBC di partecipare a programmi scientifici di rilievo anche internazionale, e di accrescere la reputazione in termini di credibilità, stabilità e visibilità6;

Figura 2. Campagna pubblicitaria A Verona anche i libri sono monumenti

  • ristrutturazione e asseveramento dell’edificio, rifunzionalizzazione degli spazi: realizzati parzialmente nel 2022 e in costante adeguamento;
  • nuovo allestimento multimediale del percorso espositivo: iniziato nel 2023, con l’apertura di un percorso di visita autonoma al primo piano del palazzo. Essa ha rappresentato la prima tappa di un più ampio progetto di riallestimento museale, che gradualmente andrà ad interessare ulteriori ambienti al piano terra e nell’ipogeo e che verrà implementato con installazioni immersive per rendere l’accesso al patrimonio sempre più coinvolgente;
  • creazione di un hub culturale internazionale, finalizzato allo studio integrato dei manoscritti. L’hub punta a diventare un terminale per tutte le università italiane e straniere che desiderano investire nella ricerca in tale ambito.

Dunque, da un lato, questo processo di rinnovamento è servito per valorizzare e promuovere il potenziale museale, con soluzioni sempre più innovative e fruibili; dall’altro, la FBC si è proposta di incentivare anche la sua fondamentale vocazione alla ricerca, attraverso una rete di collaborazioni con prestigiose università internazionali, al fine di ampliare la conoscenza del proprio patrimonio culturale.

Tra i progetti di ricerca scientifici in cui la FBC è coinvolta vanno ricordati:

  • Palimpsests in Danger realizzato in partnership con UCLA e EMEL, finanziato da Arcadia Fund. L’obiettivo del progetto internazionale, che coinvolge anche Rochester University, la Sorbona, l’Università di Amburgo e l’Università Niccolò Copernico di Toruń in Polonia, è quello di sviluppare un protocollo di indagine multispettrale non invasiva dei palinsesti, da utilizzare poi a livello globale;
  • il progetto AntCom - From antiquity to community: rethinking classical heritage through citizen humanities parte del programma di finanziamento per la ricerca e l’innovazione Marie Curie, promosso dall’Unione Europea. Tra i partner, numerose università europee, tra cui l’Università di Verona con la quale sono state svolte analisi multispettrali non invasive su alcuni manoscritti greci ed un corso di management ai dottorandi del progetto.

Partecipazione al progetto MOL Liturgica

La FBC ha aderito al progetto MOL Liturgica con i propri manoscritti, ovvero cinque sacramentari e dieci messali, tra cui vanno ricordati i seguenti per la loro importanza storico-culturale:

  • codice LXXXV Sacramentario veronese (V-VI secolo), il più antico manoscritto a oggi conosciuto della liturgia occidentale latina. Il codice fu ritrovato da Scipione Maffei nel 1713 e pubblicato da Giuseppe Bianchini nel 1735. Nonostante il nome con cui è più noto, non si tratta di un sacramentario vero e proprio, ma di una semplice raccolta, fatta a titolo privato, di alcuni libelli missarum provenienti dalle varie basiliche cimiteriali e presso le chiese titolari dell’Urbe in cui il Pontefice celebrava la Messa stazionale. In totale il Sacramentario veronese raccoglie 300 formulari di messe e il materiale liturgico è puramente romano e non presenta contaminazioni (Fig. 3);

Figura 3. Codice LXXXV Sacramentario veronese (V-VI secolo)

  • codice LXXXVI Sacramentario gelasiano-gregoriano (metà del IX secolo), prodotto nello scriptorium veronese poco dopo la morte del famoso Pacifico (844), arcidiacono della Cattedrale di Verona, erudito dell’epoca e grande tessitore di rapporti politici tra Verona e l’Impero carolingio;
  • codice LXXXVII Sacramentario-pontificale di S. Wolfgang (fine del X secolo), un manoscritto d’apparato riccamente miniato, commissionato per la Chiesa veronese a Ratisbona quando era vescovo Wolfgang (972-994) e imperatore Ottone III (Fig. 4).

Figura 4. Codice LXXXVII Sacramentario-pontificale di S. Wolfgang (fine del X secolo)

Parallelamente alla catalogazione dei manoscritti musicali la FBC ha introdotto nel proprio percorso espositivo uno spazio multimediale dedicato ai corali della Cattedrale. I diciotto corali, datati alla seconda metà del XIV secolo, contengono circa trecento splendide miniature, prodotte da diverse botteghe locali; diverse illustrazioni sono riconducibili alla bottega del pittore lombardo Turone di Maxio (all’epoca residente e attivo a Verona). Essi furono realizzati per il coro della Cattedrale e vennero utilizzati e custoditi per circa cinque secoli nella sacrestia, finché non vennero trasferiti all’interno della Biblioteca Capitolare nel 1902. Si tratta di un raro caso, l’unico documentato nel Veneto, di corali “gemelli”, progettati come una serie di nove coppie e dunque legati due a due dallo stesso contenuto. Essi potevano così essere disposti ai due lati di un badalone a doppia faccia.

In una sala del museo è stata inserita una teca che contiene, a rotazione, un corale ed un monitor touch con descrizioni, approfondimenti, immagini ad alta risoluzione navigabili e contenuti audio in filodiffusione7 (Fig. 5).

Figura 5. Sala espositiva contenente la teca dedicata ai corali della Cattedrale

Prospettive future di sviluppo

La FBC ha affidato allo Studio De Vita & Schulze Architetti di Firenze il progetto preliminare di ristrutturazione e rifunzionalizzazione degli spazi della Capitolare, che consentirà alla Fondazione di ampliare nei prossimi anni, da un lato, l’offerta culturale ai visitatori, con un percorso autonomo di 1.040 metri quadrati che si snoda su diversi livelli e che avrà come fulcro il magnifico salone monumentale al primo piano; dall’altro, la creazione di un hub culturale per la formazione e ricerca in ambito librario.

L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2025

Note

  1. Nell’anno del signore 517. Verona al tempo di Ursicino: crocevia di uomini, culture e scritture, Catalogo della mostra (Verona, 16 febbraio - 16 maggio 2018), a cura di M. Bassetti, Spoleto: CISAM, 2018.
  2. Per una panoramica, si veda Pier Paolo Brugnoli et al., Le case del Capitolo Canonicale presso il Duomo di Verona, Verona: Istituto di Credito Fondiario delle Venezie, 1979.
  3. L‘atto costitutivo della Fondazione, lo statuto e i bilanci sono pubblicati nella sezione Amministrazione trasparente del sito: <www.bibliotecacapitolare.it>. La FBC è stata riconosciuta Ente del Terzo Settore il 15 giugno 2022 ed è iscritta al RUNTS (Registro Nazionale Terzo Settore, repertorio 26960).
  4. Scaricabile dal sito <www.bibliotecacapitolare.it> alla pagina Piano strategico.
  5. La catalogazione dei beni librari antichi e moderni è in corso, utilizzando il sistema CeiBib, essendo la biblioteca parte del Polo delle Biblioteche Ecclesiastiche. I manoscritti verranno catalogati utilizzando il sistema Manus OnLine, a partire dal 2025. L’archivio Capitolare è inserito in CeiAr ma non è ancora iniziato nessun progetto di riordino e inventariazione. Il Museo Canonicale è stato classificato “di interesse diocesano” nel settembre 2021, con Decreto Vescovile. Tutti i beni mobili del museo sono stati catalogati con il sistema CeiOA con l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Verona utilizzando i fondi CEI 8x1000.
  6. A fine 2024 le convenzioni attive sono venti: Accademia di Belle Arti di Verona, Associazione Chiese Vive, Associazione Giochi Antichi, Associazione Italiana Manoscritti Datati, CNR di Firenze (Istituto di Fisica Applicata), ENGIM VENETO Scuola di Alta Formazione, EMEL (Early Manuscripts Electronic Library), FAI, Georg-August-Universität Göttingen (Seminar fu r Englische Philologie), Istituto Italiano per il Patrimonio Immateriale, Rochester Institute of Technology, Rochester University (Department of English), Seton Hall University (Stillman School of Business), Sorbonne Université (Centre Léon Robin), Università di Bologna (sede di Ravenna - Dipartimenti di Scienze Giuridiche e di Beni Culturali; sede di Bologna - Dipartimento di Storia Culture Civiltà), UCLA (University California Los Angeles), Universität Hamburg (Centre for the Study of Manuscript Cultures), Universidade Nova de Lisboa (Faculdade de Ciências Sociais e Humanas), Università di Verona, Università Luigi Vanvitelli (Dipartimento di Lettere e Beni Culturali).
  7. Le registrazioni sono state effettuate il 13 febbraio 2024 nella chiesa di San Giacomo a Verona dai solisti della Nova Schola Gregoriana. Direttore m° mons. Alberto Turco Gennaro Becchimanzi, Andrés Montilla-Acurero, Mariano Zarpellon. Tecnico del suono m° Federico Del Sordo.

Downloads

Autori/Autrici

Timoty Leonardi - Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona

Come citare

Leonardi, T. (2025). A Verona anche i libri sono monumenti. La Biblioteca Capitolare di Verona nel passato, presente e futuro. DigItalia, 20(1), 140–147. https://doi.org/10.36181/digitalia-00129
  • Viewed - 298 times
  • PDF downloaded - 68 times
Condividi

Autori/Autrici

Timoty Leonardi - Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona

Come citare

Leonardi, T. (2025). A Verona anche i libri sono monumenti. La Biblioteca Capitolare di Verona nel passato, presente e futuro. DigItalia, 20(1), 140–147. https://doi.org/10.36181/digitalia-00129
  • Viewed - 298 times
  • PDF downloaded - 68 times
Condividi