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Sezione: Progetti
Data di pubblicazione: 13-07-2026

Dati in sinergia: Linked Open Data per molteplici fonti nel Progetto EGELI dell'Archivio Storico Intesa Sanpaolo

Autori

L’uso del paradigma LOD può risultare strategico e vincente poiché consente di armonizzare e integrare i dati provenienti da archivi diversi, facilitando la creazione di collegamenti semantici e l’interoperabilità. Garantendo una consultazione univoca e completa del patrimonio, potenzia il riuso e la partecipazione attiva a “reti di conoscenza” interistituzionali. Ne è un esempio il Progetto EGELI sulla documentazione relativa alle requisizioni dei beni ebraici a seguito dell’emanazione delle leggi razziali, realizzato dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo nella volontà di gettare ulteriore luce sul periodo della persecuzione antisemita del regime fascista dal punto di vista patrimoniale: la spoliazione dei beni mobili e immobili di proprietà ebraica.

Nota sulle autrici 1

Introduzione

L’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, nato nel 1984 all’interno della Banca Commerciale Italiana, conserva gli archivi delle banche confluite nel tempo nel Gruppo, offrendo una documentazione rilevante per la storia nazionale2. Tra i nuclei di maggiore interesse si collocano le carte sulle requisizioni dei beni ebraici seguite all’emanazione delle leggi razziali, oggetto negli ultimi anni di una sistematica attività di ricerca e valorizzazione.

A partire dalla pubblicazione nel 2020 dell’inventario del Fondo EGELI, conservato all’interno dell’Archivio Storico della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde3, l’indagine si è estesa ad altri fondi affini4, delineando un quadro documentario ampio e articolato. In questo contesto si inserisce il Progetto EGELI, volto a restituire una lettura coerente e integrata della spoliazione dei beni mobili e immobili di proprietà ebraica, attraverso scelte tecnologiche orientate all’interoperabilità dei dati e alla costruzione di reti di conoscenza con altri enti.

Storia dei provvedimenti patrimoniali

Le leggi razziali del novembre 1938 si inseriscono nel più ampio quadro delle politiche discriminatorie del regime fascista5, già sperimentate contro oppositori politici, minoranze linguistiche e popolazioni dei territori coloniali6. Le prime tracce di una politica antiebraica risalgono al 19367, ma è nel corso del 1938 che la persecuzione assume carattere sistematico, a partire dalla nota dell’Informazione diplomatica sul controllo degli ebrei stranieri8, seguita dalla diffusione del Manifesto della razza, dal censimento degli ebrei in Italia9 e dai provvedimenti che colpirono il diritto allo studio e la residenza10.

Il corpus legislativo del 17 novembre 1938 sancì l’esclusione degli ebrei dalla piena cittadinanza, incidendo sui diritti civili, lavorativi ed economici: furono vietati i matrimoni ”misti”, imposto l’allontanamento da impieghi pubblici, banche di interesse nazionale e assicurazioni, e introdotti severi limiti alla proprietà immobiliare e all’attività d’impresa11.

Proprio l’attuazione dei provvedimenti patrimoniali fu disciplinata dal r.d.l. n. 126 del 9 febbraio 1939, che istituì l’Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare (EGELI). L’ente era incaricato di incamerare, amministrare e vendere i beni immobiliari eccedenti i limiti consentiti ai cittadini ebrei, sulla base di una procedura di autodenuncia e di valutazione affidata agli uffici tecnici erariali. La gestione operativa venne delegata a istituti di credito fondiario, uno diverso per ogni regione o area territoriale, con l’obiettivo di una rapida liquidazione dei beni, solo in parte realizzata a causa delle difficoltà procedurali e dello scoppio del conflitto.

Dopo l’8 settembre 1943, la persecuzione patrimoniale si radicalizzò ulteriormente: il decreto del 4 gennaio 194412 dispose la confisca totale dei beni ebraici e l’obbligo di denuncia da parte di chiunque li detenesse entro il 29 febbraio 1944, includendo immobili, aziende, titoli, valori finanziari e beni mobili, annullando i trasferimenti di proprietà recenti. In questa fase, l’EGELI e le banche delegate divennero strumenti centrali dell’immissione in possesso di beni, della gestione e, dal 1944, anche dell’amministrazione di imprese sequestrate, spesso affidate a sequestratari privati.

Il Fondo EGELI della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde

Le fonti sulle requisizioni dei beni ebraici in Italia (1938–1945), pur frammentarie, sono essenziali per ricostruire l’impatto delle leggi razziali; la pluralità degli enti coinvolti ne ha determinato la dispersione tra archivi centrali e periferici.

Un nucleo di primaria rilevanza è conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato, in particolare nei fondi del Ministero dell’Interno13 e del Ministero delle Finanze14, nonché nell’archivio dell’EGELI, che documenta il funzionamento dell’ente e le confische di aziende e patrimoni.

A queste fonti si affiancano i documenti prodotti a livello locale da Prefetture e Questure, conservati negli Archivi di Stato, che permettono di ricostruire nel dettaglio le procedure amministrative di sequestro e confisca.

Tra i fondi bancari conservati dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, il più completo è il Fondo EGELI della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, relativo all’attività svolta dalla sezione di Credito Fondiario dell’istituto in qualità di ente delegato15.

La documentazione è articolata in una prima serie di corrispondenza tra la banca, l’EGELI e le altre istituzioni del regime, che consente di analizzare le convenzioni, i rapporti operativi e le prerogative riconosciute agli istituti delegati. Il nucleo centrale è tuttavia rappresentato dalla serie delle cosiddette “pratiche nominative”, composta da 1.449 fascicoli intestati ai singoli procedimenti di sequestro e confisca dei beni ebraici e, in una sottoserie distinta, dei beni dei cosiddetti cittadini nemici16.

I fascicoli – intestati a singole persone, coppie o nuclei familiari – presentano una struttura fortemente standardizzata, si aprono con i decreti di sequestro o confisca e con la delega di gestione, seguiti dai verbali di presa in consegna e dagli inventari analitici dei beni, redatti dai periti nominati dalla banca. Questa documentazione costituisce una fonte privilegiata per la ricostruzione dei patrimoni confiscati e offre al contempo preziose informazioni sulla cultura materiale e sui consumi dell’epoca. Particolarmente rilevante è anche la documentazione successiva alla fine della guerra, relativa alle procedure di restituzione dei beni, che comprende corrispondenza, decreti di nomina dei curatori speciali e testimonianze sulla sorte dei proprietari e delle loro famiglie, oltre a indicazioni sullo stato dei beni e su eventuali danneggiamenti o sottrazioni. Conservato pressoché integro17, il Fondo EGELI della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde rappresenta una fonte di eccezionale rilevanza per lo studio della persecuzione patrimoniale antiebraica18.

Il Fondo EGELI dell’Archivio del Monte di Credito su Pegno di Milano

Un ulteriore scorcio sul mondo delle requisizioni patrimoniali è offerto dalla documentazione dell’Archivio del Monte di Pietà di Milano19, acquisito dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo a seguito della fusione con UBI nel 202220. Dopo il decreto di Mussolini del gennaio 1944, di fronte all’aumento dei beni da prendere in carico e alla necessità di occuparsi non più soltanto di beni immobiliari, il direttore dell’Ufficio Gestione aziendale EGELI del Credito Fondario richiese supporto al Monte21 per la valutazione dei beni e per la loro conservazione nei magazzini dell’ente in via Monte di Pietà.

Figura 1. Copertina del fascicolo nominativo di Eugenio Colorni, ASI-CAR, Fondo Egeli, fald. 49, fasc. 4

L’attività svolta dall’Istituto è documentata dalle pratiche nominative22, relative a sequestri e confische attuati prevalentemente nella città di Milano e, più raramente, nei centri limitrofi.

Su un totale di 378 pratiche, una decina riguarda sequestri gestiti direttamente dal Monte di Credito su Pegno, senza il coinvolgimento dell’EGELI, relativi sia a beni conservati in abitazioni private sia a merci sequestrate in esercizi commerciali. La documentazione delle pratiche del Monte presenta forti analogie con quella della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde: i fascicoli contengono le deleghe di gestione, gli elenchi descrittivi dei beni con relativa valutazione e la documentazione sulle spese sostenute per perizie, trasporti e custodia. Le richieste dei beni conservati nei magazzini e il loro uso disinvolto restituiscono con chiarezza la loro percezione come “beni di nessuno”. Le fotografie presenti nei fascicoli consentono di dare un volto ad alcune vittime della persecuzione.

Una visione differente: le denunce della Banca Commerciale Italiana

Pensando ai rapporti con il mondo ebraico, il tema delle requisizioni non è il primo che si accosta alla Banca Commerciale Italiana23. Fondata da istituti austro-tedeschi a prevalente partecipazione ebraica, diretta nel tempo da autorevoli personalità ebree24 e divenuta bersaglio di campagne antisemite già negli anni Venti25, la Comit rappresenta un caso peculiare nel panorama bancario italiano. A questo intreccio si aggiunge la figura di Raffaele Mattioli, “ebreo onorario”26, che ebbe un ruolo cruciale nel salvataggio di persone e patrimoni durante le persecuzioni razziali.

Anche per queste ragioni, l’analisi puntuale della documentazione sulle spoliazioni è rimasta a lungo in secondo piano, privilegiando l’attenzione sugli aspetti normativi, tanto più che la Comit non figurava tra gli istituti delegati alla gestione dei beni ebraici. Esistono tuttavia pratiche rilevanti all’interno del Fondo “Servizio Filiali Italiane (SFI)”27, che documentano l’applicazione delle leggi razziali da parte della banca nei confronti di cittadini ebrei e stranieri28.

I documenti, inviati alla Prefettura da circa ottanta filiali29, applicano l’ordinanza Buffarini Guidi del 30 novembre 194330 e il d.l. del 4 gennaio 1944, che imponevano agli istituti di credito di denunciare i beni detenuti da soggetti identificati come ebrei o nemici e di trasferirli all’EGELI. Le denunce riguardano conti correnti, libretti di risparmio, cassette di sicurezza e titoli e riportano, per ciascun intestatario, dati anagrafici e valore puntuale delle disponibilità segnalate. Dopo la Liberazione, con una circolare del 5 giugno 194531, la banca revocò i provvedimenti fascisti e avviò la restituzione dei beni non ancora trasferiti32.

Nei 12 faldoni delle pratiche ebraiche sono censiti circa 2.500 soggetti sull’intero territorio nazionale, nonostante alcune filiali adottassero strategie dilatorie per ritardare i prelievi forzati33 o per ridurre il rischio di razzie da parte delle autorità tedesche34. Questa documentazione costituisce una fonte di particolare rilievo per l’analisi della persecuzione patrimoniale, poiché restituisce una dimensione nazionale e finanziaria del fenomeno, meno indagata rispetto a quella immobiliare documentata dai fondi EGELI35. Il Fondo SFI conserva infine le denunce relative ai soci detentori di azioni; nonché numerosi riferimenti indiretti alla presenza di cittadini ebrei tra gli azionisti di grandi imprese industriali che con i loro archivi potrebbero integrare le informazioni fornite, contribuendo a comporre il complesso quadro della persecuzione patrimoniale.

Altre fonti sulle spoliazioni presso l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo

Meno significative per quantità e meno organizzate, sono le testimonianze negli archivi della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo36, della Cassa di Risparmio di Venezia37 e della Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna38, confluiti in Intesa Sanpaolo a seguito dei processi di fusione e acquisizione.

Nel Veneto l’EGELI aveva designato come delegato l’Istituto di Credito Fondiario della Federazione delle Casse di Risparmio delle Venezie, che per le province di Padova e Rovigo aveva indicato un funzionario della locale Cassa di Risparmio.

A Padova la gestione delle confische dei loro beni fu affidata a commissari diversi a seconda delle tipologie dei beni e solo in minima parte arrivò in carico all’EGELI39.

All’interno dell’Archivio Storico della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo40 è stata ritrovata una serie di pratiche nominative relative a requisizioni aperte tra il 1939 e il 1945 nella zona di Rovigo: 30 fascicoli, di cui solo 3 effettivamente conclusi. La documentazione, numericamente ridotta anche per l’assenza delle confische della città di Padova, presenta tipologie simili a quelle lombarde: verbali, decreti, mappe, documenti catastali, disegni, oltre a corrispondenza e atti relativi alle restituzioni del dopoguerra.

Nell’archivio della Cassa di Risparmio di Venezia la documentazione relativa ai provvedimenti antiebraici è conservata in un unico faldone41.

Vi si trovano alcune pratiche cumulative, intestate alla sede centrale o alle filiali, relative complessivamente a 65 soggetti tra Venezia e la provincia.

Caso particolare è quello dell’Emilia-Romagna, dove l’istituto delegato dell’EGELI era la Cassa di Risparmio in Bologna, confluita in Intesa Sanpaolo nel 201942. Nel suo archivio non è stata finora rinvenuta documentazione relativa all’EGELI, probabilmente a causa di consistenti scarti di materiale storico effettuati negli anni Ottanta43.

Testimonianze delle province romagnole sono invece presenti nell’archivio della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, coinvolta dall’EGELI a partire dalla primavera del 194444. La documentazione superstite45 è limitata e riflette una gestione modesta in un’area a bassa presenza ebraica46: 25 pratiche complessive, di cui 24 nominative e una collettiva relativa alle cassette di sicurezza, con solo 2 confische effettivamente realizzate, per lo più su immobili in località di villeggiatura.

Non sono state finora rinvenute testimonianze analoghe negli altri archivi bancari conservati da Intesa Sanpaolo. Ciò trova spiegazione nella rapida liberazione del Sud Italia nel 1944 e nella situazione particolare del Trentino e del Friuli-Venezia Giulia, sottoposti all’amministrazione tedesca e quindi, dopo il 1943, estranei all’attività dell’EGELI.

Il Progetto EGELI: dall’eterogeneità dei fondi alla “rete di conoscenza”

La varietà delle fonti presentate evidenzia una delle principali sfide che l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, in quanto “archivio di concentrazione” di fondi bancari eterogenei per origine, struttura e contenuti, è chiamato ad affrontare: l’obiettivo di restituire una lettura coerente e approfondita di una documentazione che, pur presentandosi omogenea per tematiche e per periodo storico di riferimento, si rivela eterogenea nelle forme e nelle caratteristiche archivistiche. Tale complessità si manifesta non soltanto all’interno dell’Archivio stesso, ma anche nel confronto con numerose fonti esterne di natura complementare, che ne ampliano il quadro interpretativo. Ci si trova dunque di fronte a una sfida trasversale, che investe diversi ambiti disciplinari e metodologici e che ha indotto l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, nel corso del tempo, a individuare soluzioni capaci di garantire una gestione univoca e una fruizione sistematica dell’ingente patrimonio informativo.

Uno dei metodi sperimentati è l’utilizzo dei Linked Open Data (LOD)47, sulla scia dell’esperienza avviata nel 201648, proseguita con la creazione della “Description Banking Archives Ontology”49 e con la messa a disposizione dei dati di catalogo dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo50 e di quelli del progetto Archivi. Che imprese!51.

Guidati dall’imperativo di restituire dignità e memoria alle vittime della persecuzione economica antisemita durante il regime fascista, è stato istituito il Progetto EGELI sulle carte relative alle requisizioni dei beni ebraici. Partendo dal riordino e dall’inventariazione dei fondi, il progetto mira a ottimizzarne l’accesso e la fruibilità, affiancando alla descrizione archivistica tradizionale un livello di arricchimento dei dati che consente la creazione di collegamenti trasversali, agevolandone il riuso e la consultazione sistematica. L’uso dei LOD costituisce inoltre una base favorevole per futuri sviluppi che impieghino strumenti di Artificial Intelligence.

Il punto di partenza rimangono gli inventari, primi strumenti fondamentali per descrivere e rendere accessibili le migliaia di pratiche relative a cittadini ebrei e “nemici”. A questo livello si affianca la messa a disposizione di informazioni più dettagliate, estratte dai documenti e rese risorse condivisibili grazie all’adozione dei Linked Data, con il vantaggio dell’interoperabilità52. I dati possono così essere messi in relazione tra loro, favorendo trasparenza, riusabilità e arricchimento semantico, e trasformando archivi e dataset isolati in ecosistemi informativi dinamici.

Pur essendo uno strumento estremamente potente, i LOD non costituiscono una soluzione dogmatica: la loro adozione deve essere valutata in relazione al contesto, agli obiettivi e alle risorse disponibili. Nel Progetto EGELI, la necessità di offrire una lettura integrata dei dati provenienti da molteplici fonti dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, unita alla consolidata esperienza in ambito LOD di enti di riferimento come la Fondazione CDEC Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea53, ha motivato l’investimento nella loro implementazione. L’integrazione con i dati della Fondazione CDEC ha infatti consentito di connettere le informazioni sulle requisizioni patrimoniali con quelle relative alle vittime della Shoah, ampliando l’analisi dalla persecuzione economica a quella fisica e favorendo la ricostruzione di storie familiari, personali e patrimoniali54.

Naturale prosecuzione di questo lavoro è stata l’integrazione con i dati conservati dalla Fondazione 1563 relativi al Fondo EGELI dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino, incaricato della gestione delle requisizioni nel Nord Ovest55.

L’unione dei dati lombardi con quelli di Piemonte e Liguria consente non solo di ricostruire la distribuzione territoriale dei cittadini ebrei e dei loro beni56, ma anche di confrontare le procedure adottate da istituti diversi, mettendo in evidenza analogie e differenze nelle pratiche di sequestro e confisca.

I vantaggi ottenuti in termini di interoperabilità e arricchimento informativo a seguito di questo primo step confermano la validità strategica dell’approccio adottato. Le schede di authority relative ai singoli soggetti possono essere collegate a eventi, beni e vicende documentate in archivi differenti, generando esiti conoscitivi nuovi e permettendo ricostruzioni storiche più articolate57.

Nella prospettiva di integrare anche i dati provenienti da altri archivi di natura differente si inserisce la sperimentazione condotta sulle carte del Gabinetto della Prefettura dell’Archivio di Stato di Milano58. L’analisi comparata delle fonti bancarie e prefettizie si è rivelata particolarmente efficace sia per una migliore comprensione complessiva del fenomeno delle requisizioni, sia per un’analisi più approfondita del ruolo svolto dagli istituti di credito. Le denunce e la corrispondenza tra Prefettura e banche consentono infatti di ricostruire le procedure adottate, individuare presenze e coinvolgimenti e far emergere eventuali lacune documentarie. Un esempio è il Fondo EGELI della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, dove - grazie all’analisi comparativa - sono stati riscontrati alcuni fascicoli mancanti59, oppure le denunce del Banco Ambrosiano, il cui archivio non conserva documentazione relativa alle perquisizioni patrimoniali ai danni della popolazione ebraica, presente però nei fondi dell’Archivio di Stato meneghino.

L’integrazione di ulteriori fonti, come i dati dei censimenti del 193860 o le Gazzette Ufficiali della Repubblica Sociale Italiana, pubblicate in IIIF da parte dell’Heritage Lab dell’Archivio Storico Italgas61, ma anche degli elenchi di nomi rintracciabili all’interno degli stessi fondi sopra descritti62, possono ampliare ulteriormente il quadro informativo e ridurre i problemi di identificazione. Pur ponendo criticità legate al numero dei dati da raccogliere, alla frammentazione delle fonti, ai costi di gestione e alle limitazioni di accesso63, i risultati di queste prime sperimentazioni dimostrano come un utilizzo sistematico dei Linked Open Data possa contribuire in modo significativo a una comprensione più profonda e articolata delle dinamiche della persecuzione patrimoniale.

Il Progetto EGELI e l’adozione dei LOD non sono finalizzati unicamente al consolidamento del corpus informativo, ma intendono anche promuovere nuove prospettive di ricerca, attraverso il dialogo con iniziative di più ampio respiro, tra cui anche i progetti condotti da EHRI64. In tale contesto si inserisce la collaborazione con il PRIN 2022 Spatializing Jews and the Economy. Towards a Digital and Dynamic Atlas: People, Business, Artifacts in Global Italy (14th–20th centuries), promosso dall’Università degli Studi di Milano e da Sapienza Università di Roma. Il progetto, dedicato allo studio delle mobilità di persone e beni ebraici, si è intrecciato con altri due PRIN: Jewish and Christian Marriages. Rituals, Rights, Interrelations (15th–17th Centuries, Papal States), coordinato dall’Università di Bologna e da Sapienza Università di Roma, e Visualizing Jewish Cultural Heritage. Toward a Digital and Dynamic Atlas: People, Artifacts, Books and Manuscripts in Global Italy (15th–20th centuries), realizzato da Sapienza Università di Roma in collaborazione con l’Università di Pisa. I tre progetti condividono l’obiettivo della realizzazione di un Atlante Digitale dinamico per l’analisi storica di soggetti e beni ebraici nel lungo periodo, dal XIII secolo fino al cuore del Novecento con EGELI65.

L’esito concreto del Progetto EGELI è dunque la costruzione di relazioni: gli archivi stessi possono essere intesi come reti dinamiche di connessioni che, nel tempo, legano individui, istituzioni, eventi e territori. I documenti non sono meri contenitori di dati o testimonianze isolate, ma tracce materiali di relazioni sociali, economiche, politiche e affettive. Analizzare gli archivi significa dunque ricostruire tali intrecci, far emergere le dinamiche storiche che hanno modellato le società e restituire visibilità a soggetti ed eventi talora dimenticati.

Progetti come quello descritto esprimono un approccio relazionale alla ricerca storica che, attraverso le Digital Humanities, riorganizza la frammentarietà delle fonti in strutture interpretative complesse.

L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2026

Note

  1. All’interno dell’articolo, l’introduzione e il paragrafo relativo alla Banca Commerciale Italiana e quello finale relativo al Progetto Egeli sono stati scritti da Federica Brambilla. Carla Cioglia è autrice del resto del testo.
  2. Per informazioni sulle banche confluite in Intesa Sanpaolo si rimanda al sito <https://mappastorica.intesasanpaolo.com>, che illustra le radici dell’azienda attraverso la ricostruzione dei processi di fusione e delle aggregazioni societarie. Per approfondimenti sugli archivi conservati si rimanda invece a <https://asisp.intesasanpaolo.com/>, nonché a Francesca Pino — Alessandro Mignone, Memorie di valore. Guida ai Patrimoni dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Milano: Hoepli, 2016.
  3. Archivio Storico Intesa Sanpaolo (da qui ASI), Patrimonio Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Credito Fondiario, EGELI - Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare [d’ora in poi ASI-CAR, Fondo EGELI], 334 cartelle.
  4. Cfr. paragrafi successivi.
  5. Per un quadro complessivo sulla normativa antiebraica si vedano almeno Michele Sarfatti, Gli ebrei nell’Italia fascista. Vicende, identità, persecuzione, Torino: Einaudi, 2000 e il Rapporto Generale della Commissione per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati della Presidenza del Consiglio, Roma, 2001 [da qui, Commissione Anselmi, Rapporto generale].
  6. Sui rapporti tra conquista coloniale, razzismo e antisemitismo si veda: Nicola Labanca, Il razzismo istituzionale coloniale: genesi e relazioni con l’antisemitismo fascista, in: Storia della Shoah in Italia, a cura di M. Flores, S. Levis Sullam, M.-A. Matard-Bonucci, E. Traverso, Torino: Utet, 2010, vol. I, p. 192-219.
  7. Tra dicembre 1936 e gennaio 1937, Benito Mussolini si oppose a nuove collaborazioni di ebrei per il suo quotidiano “Il Popolo d’Italia”. Giorgio Fabre, L’elenco. Cultura fascista, editoria e autori ebrei, Torino: Zamorani, 1998, p. 43.
  8. Cfr. Informazione Diplomatica, 16 febbraio 1938, Archivio Centrale dello Stato (da qui, ACS), Biblioteca, Agenzia Stefani Generale, pubblicata in: Michele Sarfatti, Mussolini contro gli ebrei. Cronaca dell’elaborazione delle leggi del 1938, Torino: Zamorani, 1994, p. 17-18.
  9. Commissione Anselmi, Rapporto generale, cit., p. 62. Sull’argomento si veda anche Franco Sabatello, Il censimento degli ebrei del 1938 (Note metodologiche sulla sua preparazione, la sua realizzazione e i suoi risultati), «La Rassegna Mensile di Israel», 42 (1976), n. 1/2 e Sergio Della Pergola, Appunti sulla demografia della persecuzione antiebraica in Italia, «La Rassegna Mensile di Israel», 47 (1981), n. 1/6, numero speciale a cura del CDEC, p. 120-137.
  10. Cfr. r.d.l. 05/09/1938, n. 1390, Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista e r.d.l. 07/09/1938, n. 1381 Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri.
  11. Sui provvedimenti patrimoniali, oltre al Rapporto generale della Commissione Anselmi, si vedano almeno Le case e le cose. La persecuzione degli ebrei torinesi nelle carte dell’EGELI 1938-1945, a cura di F. Levi, Torino: Compagnia di San Paolo, 1998 e Ilaria Pavan, Le conseguenze economiche delle leggi razziali, Bologna: Il Mulino, 2022.
  12. D.l. 4/1/1944, n. 2, Nuove disposizioni concernenti i beni posseduti dai cittadini di razza ebraica.
  13. https://search.acs.beniculturali.it/OpacACS/guida/IT-ACS-AS0001-0001955.
  14. https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/d53bcc62-c51b-4deb-bf1b-9a7c774be13d/serie-affari-generali-gestione-dei-beni-eccedenti-e-rsi-decreti-di-confisca.
  15. https://asisp.intesasanpaolo.com/egeli/.
  16. A partire dall’entrata in guerra dell’Italia nel giugno 1940, all’EGELI fu affidato anche il compito di gestire i sequestri dei beni immobili e delle imprese di cittadini aventi la cittadinanza di paesi in guerra contro l’Italia. Sui beni nemici si vedano le tesi di Tullio Claudio Verro, I beni degli altri. Gestione delle proprietà nemiche durante la II Guerra mondiale in Piemonte e Liguria, Università degli Studi di Torino, a.a. 2002-2003, relatore prof. Bruno Bongiovanni e Saverio Colacicco, Come un “buon padre di famiglia”. La spoliazione dei beni industriali e commerciali ebraici e “nemici” a Milano e Varese (1938-1945), Università degli Studi di Milano, a.a. 2021-2022, relatore prof. Emanuele Edallo.
  17. Bisogna rilevare che la sottoserie presenta una lacuna nella documentazione afferente alla lettera A.
  18. https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/detail/IT-ISP-AS00003-0008328/egeli-ente-gestione-e-liquidazione-immobiliare.
  19. EGELI - Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare Monte di Credito su Pegno in ASI-UBI, MDP, EGELI, bb. 29, <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/heritage/mdpm/monte-pieta-milano>.
  20. Per informazioni sulla storia del Monte di Pietà di Milano cfr. <https://mappastorica.intesasanpaolo.com/bank/detail/IT-ISP-MAPPAITALIA-0000618/monte-pieta-milano>.
  21. Cfr. ASI-CAR, Credito Fondiario, Fondo EGELI, b. 8, fasc. 1.
  22. https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/heritage/mdpm/monte-pieta-milano.
  23. Per informazioni sulla storia della Banca Commerciale Italiana cfr. <https://mappastorica.intesasanpaolo.com/bank/detail/IT-ISP-MAPPAITALIA-0000145/banca-commerciale-italiana> e Gianni Toniolo, Cent’Anni. 1894-1994, Milano: BCI, 1994.
  24. Si fa riferimento ai direttori centrali Friedrich Weil e Otto Joel, entrambi ebrei tedeschi, ma anche a Jósef Leopold Toeplitz, amministratore delegato dell’istituto tra il 1917 e il 1933. Per informazioni cfr. <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/detail/IT-ISP-AS00002-0035582/carte-personali-e-familiari-otto-joel>, <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/detail/IT-ISP-AS00002-0035589/carte-personali-federico-weil>, <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/detail/IT-ISP-AS00002-0000124/segreteria-amministratore-delegato-giuseppe-toeplitz>.
  25. Cfr. Guido Montanari − Francesca Gaido, La Banca Commerciale Italiana di fronte alle persecuzioni antisemite (1935-1945), Torino: Intesa Sanpaolo, 2020 (Monografie; 16); Pierluigi Briganti, La Banca Commerciale Italiana di fronte ai provvedimenti antiebraici del 1938, «La Rassegna Mensile di Israel», 2014, n. 1, p. 59-74.
  26. Cfr. Sandro Gerbi, Raffaele Mattioli e il filosofo domato: storia di un’amicizia, Milano: Hoepli, 2017; Guido Montanari — Francesca Gaido − Francesca Pino, Due banchieri nella Resistenza romana. Raffaele Mattioli e Stefano Siglienti, Torino: Intesa Sanpaolo, 2013, (Monografie; 4). Disponibile anche il podcast L’Ebreo Onorario, prodotto da Choramedia e Intesa Sanpaolo. Cfr. <https://group.intesasanpaolo.com/it/newsroom/tutte-le-news/news/2022/raffaele-mattioli-ebreo-onorario-antifascista>.
  27. Cfr. ASI, Patrimonio Banca Commerciale Italiana, Direzione Centrale, Fondo Servizio Filiali Italiane [ASI-BCI, (SFI,g)], Serie Carte relative alla Seconda Guerra mondiale, bb. 1-180, in particolare Pratiche confische beni di ebrei, bb. 67-77 <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/detail/IT-ISP-AS00002-0033368/67-77-pratiche-confisca-beni-ebrei>. Per un approfondimento sulla documentazione del Fondo Servizio Filiali Italiane cfr. Carla Cioglia, Tracce e testimonianze della storia della Seconda guerra mondiale nelle carte delle filiali italiane della Comit, «Le Carte e la Storia», (2018), n. 2, p. 170-184.
  28. Sulle BIN e le leggi antiebraiche da segnalare la tesi di dottorato di Saverio Colacicco, Le banche italiane di fronte ai provvedimenti antiebraici (1938-1950). I casi della Banca Commerciale Italiana, del Credito Italiano e del Banco di Roma, Università degli Studi di Milano, relatori prof. Germano Maifreda e Gianluca Podestà.
  29. Le segnalazioni più consistenti sono relative a Milano, Trieste e Torino, seguite da Genova, Venezia e Bologna. Cfr. <https://dati-asisp.intesasanpaolo.com/lod/resource/Dataset/BeniEbraici-BCI.html>.
  30. Cfr. ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale Pubblica Sicurezza, Divisione affari generali e riservati, Archivio Generale, b. 80, fasc. 19; Commissione Anselmi, Rapporto generale, cit., pag. 91.
  31. ASI-BCI, (SFI,g), b. 67, f. 3.
  32. ASI-BCI, (SFI,g), b. 67, fasc. 1 e b. 73, fasc. 2.
  33. Ne è un esempio la sede di Roma che, pur compilando 6 elenchi per 364 nominativi, ne presentò solo uno con 54 nomi, evitando così prelievi forzati fino alla liberazione della capitale. ASI-BCI, Carte della Consulenza Legale, serie XXVI, cart. 1, “Appunto per la Direzione Centrale”, della filiale BCI di Roma, 11 novembre 1944, in: Guido Montanari − Francesca Gaido, La Banca Commerciale Italiana, cit. p. 39.
  34. ASI-BCI, Rappresentanza di Roma, b. 36, f. 8.
  35. Un esempio di studio sul tema patrimoniale è la tesi di dottorato di Giulia Dodi, La spoliazione dei beni ebraici e l’attività dell’EGELI a Bologna e Ferrara, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2021.
  36. Sulla storia della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo cfr. <https://mappastorica.intesasanpaolo.com/bank/detail/IT-ISP-MAPPAITALIA-0000102/cassa-risparmio-padova-e-rovigo>. Sull’archivio cfr. <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/heritage/cariparo/cassa-risparmio-padova-e-rovigo>.
  37. Sulla storia della Cassa di Risparmio di Venezia cfr. <https://mappastorica.intesasanpaolo.com/bank/detail/IT-ISP-MAPPAITALIA-0000112/cassa-risparmio-venezia->. Sull’archivio cfr. <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/heritage/carive/cassa-risparmio-venezia>.
  38. Sulla storia della Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna cfr. <https://mappastorica.intesasanpaolo.com/bank/detail/IT-ISP-MAPPAITALIA-0000012/cassa-risparmi-forli-e-della-romagna>. Sull’archivio cfr. <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/heritage/crfr/cassa-risparmi-forli-e-della-romagna>.
  39. Sulla storia della Comunità ebraica di Padova cfr. AA. VV., Gli ebrei a Padova dal Medioevo ai giorni nostri. Il valore di una presenza, Firenze: Giuntina, 2022.
  40. Cfr. ASI, Patrimonio CARIPARO, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo poi Cassa di Risparmio del Veneto Spa, Fondo Istituto di Credito Fondiario delle Venezie, Serie Gestione e vendite immobili EGELI, sede di Verona [ASI-CARIPARO, Ist. Cred. delle Venezie, bb. 802-803, bb. 790-800]. L’archivio storico della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo è stato conferito all’Archivio di Stato di Padova nel 2016.
  41. Cfr. ASI, Patrimonio CARIVE, Cassa di Risparmio di Venezia, Fondo Segreteria generale, Serie Provvedimenti antisemiti, b. 232 [ASI-CARIVE, Segr. Gen., b. 232].
  42. https://mappastorica.intesasanpaolo.com/bank/detail/IT-ISP-MAPPAITALIA-0000007/cassa-risparmio-bologna.
  43. La cosa sembrerebbe confermata dal fatto che, sebbene coinvolto nei lavori della Commissione Anselmi, non risulta che la sua documentazione sia stata studiata. Cfr. Commissione Anselmi, Rapporto generale, cit., p. 373-378.
  44. Cfr. il promemoria L’EGELI e la sua attività che Leopoldo Pazzagli, commissario dell’ente, scrisse nel maggio 1945. La copia consultata è conservata nell’Archivio Storico della Fondazione CDEC.
  45. ASI, Patrimonio Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, Fondo Segreteria Generale - Archivio Storico, Serie Confisca dei beni ebraici [ASI-CARIFORLÌ, Segr. Gen., Confische], bb. 1-2.
  46. Sull’argomento cfr. Francesco Gioiello, La Forlì ebraica. Una storia tra integrazione e Shoah, Forlì: Risguardi, 2015.
  47. La bibliografia sui LOD è vasta. Per informazioni si rimanda almeno a: Tim Berners-Lee, Linked Data <https://www.w3.org/DesignIssues/LinkedData.html>; Tom Heath − Christian Bizer, Linked Data: Evolving the Web into a Global Data Space, San Rafael (CA): Morgan & Claypool, 2011; Francesca Tomasi, Organizzare la conoscenza: Digital Humanities e Web semantico. Milano: Editrice Bibliografica, 2019; Tania Maio, Linked Open Data. La descrizione delle risorse bibliografiche in linked data, «Biblioteche oggi», 39 (2021), n. 5, p. 12-21.
  48. Il primo dataset pubblicato è stato la raccolta di scritti di personalità delle banche e quelli a loro dedicati, tra cui Raffaele Mattioli e Francesco Cingano. <https://dati-asisp.intesasanpaolo.com/lod/resource/Dataset/ScrittiPersonalita.html>.
  49. La Description Banking Archives Ontology (DBA) è stata realizzata insieme a Regesta.exe per descrivere gli archivi bancari. Per maggiori informazioni, <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/projects/description-banking-archives-ontology-dba>.
  50. Per informazioni, cfr. Federica Brambilla, I Linked Open Data e gli archivi fotografici: il caso dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, «DigItalia», 17 (2022), n. 2, p. 87–106. <https://doi.org/10.36181/digitalia-00054> e <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/projects/archivio-publifoto-intesa-sanpaolo-e-linked-open-data>. I dati sono disponibili sul sito <https://dati-asisp.intesasanpaolo.com/lod/resource/Dataset/Publifoto.html> e all’interno della Portale delle Raccolte Fotografiche del Ministero della Cultura, in cui sono confluiti nel maggio 2025, <https://fotografia.cultura.gov.it/asisp>.
  51. Il progetto Archivi. Che imprese! mira alla valorizzazione delle fonti sul credito alle imprese attraverso l’uso dei LOD per la pubblicazione dei dati dei finanziamenti delle banche confluite nel tempo in Intesa Sanpaolo. Per maggiori informazioni si rimanda a Federica Brambilla — Giovanni Bruno, Un nuovo approccio alle fonti per la storia di impresa: i Linked data e il progetto “Archivi. Che Imprese!”, «Imprese e storia», 45 (2022), p. 118-137 e <https://asisp.intesasanpaolo.com/intesa-web/projects/archivi-che-imprese>. Il dataset, costantemente in implementazione, è disponibile al sito <https://dati-asisp.intesasanpaolo.com/lod/resource/Dataset/ArchiviCheImprese.html>.
  52. https://dati-asisp.intesasanpaolo.com/lod/resource/Dataset/BeniEbraici.html
  53. Grazie alla pubblicazione in LOD delle informazioni sulle vittime della Shoah in Italia (Open Memory Project), la Fondazione CDEC, insieme a Regesta.exe, si è aggiudicata il LODLAM Gran Prize 2015. <https://www.cdec.it/dati-cdec/>.
  54. Tutti i dati relativi alle deportazioni sono disponibili anche nella Digital Library della Fondazione CDEC. <https://digital-library.cdec.it/cdec-web/>.
  55. La Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura conserva e valorizza l’archivio storico della Compagnia di San Paolo. <https://www.fondazione1563.it/>.
  56. I dati integrati sono stati presentati nel gennaio 2024 in un evento dedicato dal titolo “Gli archivi di banca raccontano l’EGELI. I Linked Open Data per la storia dei sequestri dei beni ebraici”, tenutosi presso le Gallerie d’Italia di Torino. L’Archivio Storico Intesa Sanpaolo e la Fondazione 1563 stanno realizzando un portale che garantisca una lettura agevole dei dati integrati e che permetta l’interrogazione dei Linked Open Data anche ad un’utenza meno specialistica.
  57. Ne è un esempio il caso di Vittorio Belleli di Genova, a cui vennero sequestrati due appartamenti dall’Istituto Bancario San Paolo di Torino. Dall’unione dei dati, si scopre essere il suocero di Gino Salmoni e il nonno di Gilberto Salmoni, presidente onorario dell’ANED recentemente scomparso, che nel 1944 vide confiscato denaro ed effetti personali ad opera della Milizia confinaria di Sondrio prima di essere deportato nel campo di concentramento di Buchenwald. Cfr. <https://archiviostorico.fondazione1563.it/oggetti/114393-belleli/>, <https://archiviostorico.fondazione1563.it/oggetti/109052-belleli/>; <https://dati-asisp.intesasanpaolo.com/lod/egeli/resource/Agent/IT-ISPEG-EACCPF0001-002334.html>; <https://dati-asisp.intesasanpaolo.com/lod/egeli/resource/Agent/IT-ISPEG-EACCPF0001-002335.html>; <https://dati.cdec.it/lod/shoah/person/7645/html>.
  58. Cfr. il fondo “Documentazione relativa a cittadini ebrei (1938-1945)” del Gabinetto della Prefettura di Milano. Per informazioni dettagliate sul fondo, cfr. <https://archiviodistatomilano.cultura.gov.it/patrimonio/fondi-e-inventari/prefettura-di-milano> e Alba Osimo, La descrizione analitica delle Pratiche ebrei (1938-1947) della serie Gabinetto di Prefettura, in: Archivio di Stato di Milano, Annuario 2016, Milano: Scalpendi Editore, 2017, p. 285-292. <https://archiviodistatomilano.cultura.gov.it/fileadmin/risorse/Attivita/Pubblicazioni/Annuario/2016.pdf>, <https://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/complessi-archivistici/MIBA000A38/>.
  59. Si tratta, in prevalenza, di pratiche spesso non portate a termine, relative a confische di azioni, conti correnti oppure di pratiche avviate sul finire della guerra.
  60. Cfr. nota 9.
  61. Per informazioni su Heritage Lab cfr. <https://heritagelab.italgas.it/la-nostra-mission/>. Per le Gazzette Ufficiali <https://heritagelab.italgas.it/digital-archive/routes/gazzetta-ufficiale-d-italia-1943-1945>.
  62. La necessità di aggiornamento dei dati della rilevazione del 1938 portò alla pubblicazione di liste essenziali di ebrei residenti in alcune città italiane. Ne sono esempi: l’elenco di nomi presente nel fascicolo della filiale di Genova nel Fondo SFI (ASI-BCI, SFI, b. 69, f. 21).
  63. La possibilità di consultare i dati del censimento del 1938 cambia di città in città: Torino ha pubblicato i dati della raccolta sulla popolazione ebrea in: Torino tra leggi razziali e resistenza civile, a cura di M. Baima, L. Manzo, F. Peirone, Torino: Archivio Storico della Città di Torino, 2019. La documentazione milanese è consultabile presso l’Archivio del Comune alla Cittadella degli Archivi. Alcune liste dei censiti sono disponibili online: è il caso di Trieste, di cui l’Archivio di Stato ha pubblicato i dati in un inventario puntuale <https://archiviodistatotrieste.it/wp-content/uploads/patrimonio/inventari/Censimento-ebrei-1938_Prefettura-di-Trieste_Gabinetto.pdf> o di Padova per cui sono disponibili riproduzioni digitali <https://www.museopadovaebraica.com/memoria-documenti/17-agosto-1938-il-censimento-degli-ebrei-a-padova-preludio-a-persecuzioni-e-deportazioni/>.
  64. EHRI (European Holocaust Research Infrastructure) è un’infrastruttura di ricerca europea che collega archivi, biblioteche e istituzioni dedicate allo studio dell’Olocausto. Il suo obiettivo è rendere più accessibili e integrati i materiali di ricerca, offrendo strumenti digitali e supporto agli studiosi per migliorare la conoscenza e la memoria della Shoah. <https://www.ehri-project.eu/>.
  65. Per informazioni cfr. <https://italja.digilab.uniroma1.it/project/> e < https://in-italja.org/>.

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Autori/Autrici

Federica Brambilla - Archivio Storico Intesa Sanpaolo https://orcid.org/0000-0003-1637-8270

Carla Cioglia - Archivista libero professionista

Come citare

Brambilla, F., & Cioglia, C. (2026). Dati in sinergia: Linked Open Data per molteplici fonti nel Progetto EGELI dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo. DigItalia, 21(1), 117–130. https://doi.org/10.36181/digitalia-00161
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Federica Brambilla - Archivio Storico Intesa Sanpaolo https://orcid.org/0000-0003-1637-8270

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Brambilla, F., & Cioglia, C. (2026). Dati in sinergia: Linked Open Data per molteplici fonti nel Progetto EGELI dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo. DigItalia, 21(1), 117–130. https://doi.org/10.36181/digitalia-00161
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