Tra ricerca e catalogo: un nuovo software per la descrizione dei manoscritti in Germania
tronica utilizzabili da storici, storici dell’arte, studiosi di letteratura e bibliologi sostanzialmente non sono cambiati negli ultimi decenni. Le prime forme di trattamento del testo, non dissimili da quelle attuali, risalgono all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso; i database più antichi (se ormai dobbiamo parlare di storia dell’informatica ci sia consentito questo aggettivo) vennero poco dopo e ancora oggi sono questi i sistemi fondamentali utilizzati nella registrazione di tutta l’informazione pubblicata e fatta circolare in Rete. Persino i linguaggi di marcatura, che pure hanno caratteristiche molto importanti proprio per gli umanisti, dal punto
di vista concettuale non si distinguono significativamente dai database, poiché – spiega ancora Gianfranco Prini – «entrambi i formalismi impongono una struttura predefinita alla rappresentazione dei dati, al fine di consentirne un trattamento efficiente con procedure altrettanto predefinite».