Digitare la musica Esperienze della Biblioteca nazionale universitaria di Torino
È da segnalare che tale patrimonio musicale è frammentato in una serie di raccolte, dalle più antiche, legate in gran parte alla Libreria ducale di casa Savoia, a quelle acquisite in anni recenti sul mercato antiquario.
Tra i fondi musicali dell’Istituto un posto di preminenza spetta alla Raccolta Mauro Foà (costituita da 87 manoscritti e 66 opere a stampa) e alla Raccolta Renzo Giordano (comprendente 167 manoscritti e 145 opere a stampa), famosissime fra i musicologi di tutto il mondo 3 . Le due raccolte, l’una complementare dell’altra, pervennero in Biblioteca per donazione – la prima nel 1927 grazie alla munificenza di
Roberto Foà, la seconda per la liberalità di Filippo Giordano nel 1930, che vollero dedicare i loro doni ai figli morti in tenera età – riunendo le due parti di una collezionemusicale pregiatissima appartenuta al conte genovese Giacomo Durazzo 4 . Il pregio e
l’unicità dei due fondi risultano dalla presenza in essi delle opere in gran parte autografe di Antonio Vivaldi, delle opere di Alessandro Stradella, di rari volumi di intavolatura d’organo tedesca del secolo XVII, di partiture manoscritte e a stampa di Gluck, Haydn, Traetta, Rameau, Favart, Philidor, e di manoscritti e di edizioni a stampa di composizioni italiane e francesi della fine del Settecento e degli inizi dell’Ottocento