Prolusione
Il progetto MOL Liturgica messali manoscritti si inserisce nelle ricerche sulle fonti liturgiche delle Chiese latine per l’epoca pretridentina e richiama tradizioni di ricerca che hanno segnato la storia della liturgia, ispirandosi a modelli come i gesuiti bollandisti e i monaci solesmensi. I centri più efficienti nella ricerca e nella pubblicazione di testi liturgici tra ‘800 e ‘900 sono state le abbazie benedettine europee. Nella seconda metà del secolo scorso comincia il tramonto di questi importanti cenacoli culturali; essi solo in parte sono stati sostituiti poi da nuclei universitari o da istituzioni culturali specifiche. Risulta oggi fondamentale lavorare in gruppo con l’apporto di specialisti in discipline differenti, servendosi del rigore di una comune metodologia. L'iniziativa mira a formare una rete multidisciplinare di esperti, superando la frammentazione attuale e garantendo la continuità e la qualità della ricerca.
Il progetto MOL Liturgica messali manoscritti s’inserisce nel contesto delle ricerche che riguardano le fonti liturgiche delle Chiese latine prima del Concilio di Trento. Tali ricerche sono un impegno che si può affrontare anche se si lavora da soli, individualmente1. In vista di un risultato più sicuro e più dettagliato, sarebbe bene che fosse coinvolto un gruppo di persone esperte e con un forte senso di collaborazione. Si pensi a una comunità come quella dei gesuiti bollandisti a Bruxelles che ormai operano dal ‘600 nel campo delle fonti agiografiche.
Le ricerche che interessano i libri liturgici hanno avuto una forte accelerazione durante il secolo scorso, a partire dalla redazione del Dictionnaire d’Archéologie Chrétienne et de Liturgie (DACL), una miniera di utili informazioni curata dai monaci solesmensi2. L’attività liturgica delle comunità monastiche esprime la passione e l’entusiasmo che ha caratterizzato il rinnovamento della vita benedettina dopo la dispersione causata dalle varie soppressioni avvenute in Europa. Caso eccezionale è quello dell’abbazia di San Girolamo in Urbe, fondata a Roma da papa Pio XI e operante per mezzo secolo (1933-1983). Costituita da monaci dell’abbazia di Clerf3 della congregazione solesmense, la comunità ha lavorato all’edizione critica della Bibbia latina Vulgata4.
Sin dalla fine del secolo XIX – e poi per tutto il Novecento – è stato oltremodo ricco l’apporto di altre iniziative; ne ricorderò alcune. Comincio dai volumi della Paléographie Musicale curata dai monaci di Solesmes, il cui primo volume è apparso nel 18895. Notevole è stata la produzione a livello filologico, storico e di speculazione teologica curata dall’abbazia di Maria Laach6. L’abbazia di Beuron ha curato varie edizioni nella collana Texte und Arbeiten dove si trovano pure alcuni risultati delle ricerche di Alban Dold († 1960) su frammenti palinsesti7.
Nel nostro campo di interessi rientra l’edizione dei grandi sacramentari curata dai monaci di tre differenti abbazie: Leo Cunibert Mohlberg († 1963), Petrus Siffrin († 1963) e Leo Eizenhöfer († 1981)8.
Mont César (Keizersberg) a Lovanio (Belgio)9 e Montserrat (Catalogna)10 hanno contribuito alla rinascita degli studi delle fonti liturgiche, ravvivando anch’esse il movimento “catechetico-pastorale” che ha contribuito a far prendere coscienza della centralità della liturgia nella vita della Chiesa. C’è un filo rosso che congiunge la rinascita dei monasteri, il movimento liturgico e la preparazione della riforma del Vaticano II.
Steenbrugge (Belgio) con il padre abate Eligius Dekkers († 1998), ha promosso il rinnovato interesse per la letteratura patristica grazie soprattutto alle pubblicazioni che fanno capo al Corpus Christianorum11.
Rimangono da segnalare altre collane emerse in ambito universitario con contributi particolarmente interessanti: ricordo la Henry Bradshaw Society inglese12 e lo Spicilegium Friburgense svizzero13.
Ciò che risalta in questa veloce panoramica è un fatto innegabile: i centri efficienti nella ricerca e nella pubblicazione di testi liturgici tra ‘800 e ‘900 sono state le abbazie benedettine europee14. Nella seconda metà del secolo scorso comincia il tramonto di questi importanti cenacoli culturali; essi solo in parte sono sostituiti da nuclei universitari o da istituzioni culturali specifiche. Tra i primi istituti universitari scesi in campo – e già ricordati – si distingue quello promosso a Bonn da Franz Joseph Dölger († 1940)15.
Penso all’Università di Budapest con il gruppo di lavoro promosso da Benjamin Rajecki († 1989) presso l’Istituto di musicologia, affermatosi sotto la guida di Lászlo Dobszay († 2011) e di Janka Szendrei († 2019). Sempre a Budapest è ora attivo Usuarium, di cui è responsabile Miklós István Földvá, che ha dedicato attenzione anche a libri liturgici italiani16.
Prima a Regensburg, poi a Erlangen, si è affermata la scuola di Bruno Stäblein, il cui archivio fotografico è attualmente disponibile a Würzburg. Testimoniano l’attività del maestro e dei suoi collaboratori i Monumenta Monodica Medii Ævi (MMMÆ)17 e preziosi repertori melodici18. A Regensburg l’interesse per la liturgia medievale è cresciuto sotto l’impulso di David Hiley19.
Alla scuola filologica mediolatina svedese si deve la fondazione di un gruppo di lavoro formato da discepole di Dag Norberg § († 1996). Alle Sorores Troporum si deve riconoscenza per le edizioni del Corpus Troporum di Stoccolma e per tutto il materiale tropistico20 che ormai da decenni esse condividono con generosità.
Oltreoceano si sono formati vari gruppi di ricercatori intorno a eminenti maestri quali Willy Apel († 1988) a Bloomington21, Thomas F. Kelly a Harvard, e Kenneth Levy § († 2013)22 a Princeton, Alejandro Enrique Planchart § († 2019)23 a Yale e Santa Barbara.
Centro trainante a livello mondiale, si è rivelato l’Institut de Recherches et d’Histoire des Textes di Parigi24, mentre a Fribourg si sta affermando Fragmentarium, un’iniziativa elvetica che si concentra sui frammenti25.
Oltre alla ricerca condotta da gruppi come quelli ora ricordati, è bene tenere presente l’apporto di singoli ricercatori. Alcuni di essi hanno proposto opere eccezionali come i lavori di Ulysse Chevalier († 1923)26, i cataloghi redatti da Victor Leroquais († 1946)27, le ricerche sulle origini della moderna liturgia romana condotte da Stephen Joseph Peter van Dijk OFM (Ordo Fratrum Minorum) § († 1971)28, la sintesi storica di Mario Righetti († 1975), il cui manuale per decenni è stato adottato per la formazione del clero29.
È importante sapere, nel nostro caso specifico, che il modello ottimale da tenere presente, quando ci si occupa di messali, è l’edizione di un manoscritto curata da Krzysztov Bieganski e Jerzy Woronczak30.
Le comunità monastiche e religiose sono oggi in crisi, attraversano condizioni difficili e non sempre trovano un aiuto adeguato dall’esterno com’è accaduto, per esempio, a Beuron con il progetto della Vetus Latina31, oggi gestito dallo Stato federale.
È chiaro un fatto: lavorare in gruppo con l’apporto e il sostegno immediato di esperti in discipline differenti è la condizione ottimale per raggiungere uno scopo come quello che si prefigge il progetto Messali manoscritti pretridentini32.
Rivolgiamo lo sguardo all’Italia. Grazie a un nutrito numero di persone – dallo studente alle prese con una tesi di diploma o di laurea fino a un docente o uno studioso per anni attivi nella ricerca – pur con limiti e lacune, esiste un cospicuo patrimonio di pubblicazioni che si occupano dei libri liturgici italiani.
Sarebbe utile conoscere il risultato delle ricerche compiute in alcuni ambiti di indubbio interesse:
- tesi di laurea pubblicate e inedite. I centri da controllare sono diversi e negli ultimi 120 anni hanno avuto buoni risultati. Eccone solo alcuni:
- Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (Ugo Sesini §, Giuseppe Vecchi § Cesarino Ruini §)
- Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale (Nicola Tangari §)
- Università degli studi di Pavia - Dipartimento di Musicologia e beni culturali di Cremona (Raffaello Monterosso §, Giampaolo Ropa §, Giacomo Baroffio §)
- Università Cattolica del Sacro Cuore (Enrico Cattaneo §, Mirella Ferrari §)
- Università degli studi di Padova (Giulio Cattin §, Antonio Lovato §)
- Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma (Jordi Pinell i Pons, Cassian Folsom §)
- Sapienza Università di Roma (Pierluigi Petrobelli §)
- Università degli studi di Roma “Tor Vergata” (Agostino Ziino §)
- Università degli studi di Trento (Donatella Frioli §, Marco Gozzi §)
- edizioni e studi relativi a manoscritti e stampati liturgici, come le pubblicazioni di Raffaele Arnese §, Francesco Bussi §, Francesco Cignoni §, Piero Damilano §, Ferdinando Dell’Oro § († 2010), Massimiliano Locanto §, Guido Milanese §, Stefania Roncroffi §, Leandra Scappaticci § († 2015).
- pubblicazioni relative ai codici miniati, ad esempio: Beatrice Alai §, Angela Daneu Lattanzi §, Daniele Guernelli §, Silvia Maddalo §, Francesca Manzari §, Giordana Mariani Canova §, Cristiana Pasqualetti §, Federica Toniolo §.
In Italia – come ho appena accennato – non mancano esperti ricercatori in campo liturgico e musicale, ma le istituzioni ecclesiastiche e statali non riescono a costituire delle solide e continuative “scuole”, com’è avvenuto Oltralpe, come ad esempio a Bonn e a Budapest. Singole persone hanno un ristretto margine di influsso che si limita quasi esclusivamente alla redazione di tesi di laurea. Non hanno lasciato “eredi” Raffaello Baralli § († 1924), Ambrogio Guerrino Amelli § († 1933), Mario Righetti († 1975). Ha suscitato interesse in alcuni discepoli Ugo Sesini § († 1945 Mauthausen), sulle cui orme si sono ritrovati Giuseppe Vecchi § († 2007) e Giulio Cattin § († 2014). Una tradizione di studi liturgici, fiorita a Milano, è stata ravvivata dalla presenza dell’arcivescovo Ildefonso Schuster († 1954) e ha visto in ogni generazione almeno un paio di esperti appassionati e competenti. Ricordo Pietro Borella § († 1982), Enrico Cattaneo § († 1986), Marco Navoni § e Norberto Valli §.
Il futuro piano operativo sui messali dovrebbe tener conto di quanto è accaduto negli ultimi 120 anni. Punto primario, e delicato da affrontare, è la formazione di un gruppo di collaboratori compatto, ma pure differenziato al proprio interno, con specifiche specializzazioni negli ambiti più rilevanti nello studio dei libri liturgici e, in particolare, del messale. Ciò significa che tutti dovrebbero avere una salda preparazione di base33, ma ciascuno – anche in forza dei propri interessi personali – dovrebbe approfondire uno o più aspetti e divenire quindi un riferimento per i colleghi in una fruttuosa collaborazione.
È bene scegliere un cammino, precisando tutta una serie di elementi. In parole povere: non si anteponga alla qualità sostanziale una quantità effimera.
Tenendo presente la situazione in Italia, sarebbe bene evitare scelte che ritengo negative perché miopi o sbagliate. Sono convinto che sia necessario e opportuno procedere a:
- inventariare sempre tutte le singole unità presenti in un libro liturgico. Tralasciare questa fatica è un “vizio” diffuso da lunga data che rivela, in primo luogo, una forte miopia;
- le foto digitali siano ad alta definizione, in linea con gli usi delle migliori e affermate iniziative attuali, per esempio, e-codices34;
- le foto siano individuate sulla base della numerazione – da verificare con cura prima di procedere all’inventario e allo studio – presente sui fogli o sulle pagine di ciascun libro.
L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2025
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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| Mohlberg – Eizenhöfer – Siffrin 1981 | Leo Cunibert Mohlberg – Leo Eizenhöfer – Petrus Siffrin. Liber Sacramentorum Romanae Ecclesiae ordinis anni circuli (Cod. Vat. Reg. lat. 316/Paris Bibl. Nat. 7193, 41/56) (Sacramentarium Gelasianum). Roma: Herder, 1981 (Rerum Ecclesiasticarum Documenta, Series Maior, Fontes; 4). |
| Mohrmann 1958-1961-1965 | Christine Mohrmann. Études sur le latin des chrétiens, I : Le latin des chrétiens. II: Latin chrétien et médieval. Roma: Edizioni di Storia e Letteratura, 1958, 1961, 1965 (Storia e Letteratura; 65, 87, 103). |
| Nicolotti 2000 | Andrea Nicolotti. Sul metodo per lo studio dei testi liturgici. In margine alla liturgia eucaristica bizantina. «Medioevo Greco. Rivista di storia e filologia bizantina», 0 (2000), p. 143-179. |
| Nicolotti 2013 | Andrea Nicolotti. Forme di partecipazione alla liturgia eucaristica nel rito copto. In: Liturgia e partecipazione. Forme del coinvolgimento rituale, a cura di L. Girardi. Padova: Ed. Messaggero, Abbazia di Santa Giustina, 2013, p. 223-267 (Caro salutis cardo. Contributi). |
| Odermatt 1980 | Ambros Odermatt. Un rituale in scrittura beneventana. Roma, Biblioteca Vallicelliana, Cod. C 32, fine del XI secolo. Fribourg: Éditions universitaires, 1980 (Spicilegium Friburgense; 26). |
| Olivar 1961 | Alejandro Olivar. Los sermones de San Pedro Crisologo: estudio critico. Montserrat: Abadia, 1961 (Scripta et Documenta; 13). |
| Oury 1967 | Guy Oury. Formulaires anciens pour la messe de Saint Martin. «Études Grégoriennes», 7 (1967), p. 21-40. |
| Pahl – Böntert 2021/2022 | Irmgard Pahl – Stefan Böntert. Sacrum Convivium. Die Eucharistiegebete der westlichen Kirchen im 20. und frühen 21. Jahrhundert.I : Kirchen der Reformation; II: Römisch-katholische Kirche, Alt-katholische Kirche, Kirchen der Reformation. Münster: Aschendorff Verlag, 2021-2022 (Spicilegium Friburgense; 49-50). |
| Parenti 2008 | Stefano Parenti. Lo studio e la storia della messa romana nella prospettiva della liturgia comparata: alcuni esempi. «Ecclesia Orans», 25 (2008), n. 2, p. 193-226. |
| Peterson 1959 | Erik Peterson. Die geschichtliche Bedeutung der jüdischen Gebetsrichtung. In: Frühkirche, Judentum und Gnosis. Studien und Untersuchungen. Rom: Herder, 1959, p. 1-14. |
| Planchart 1977 | Alejandro Enrique Planchart. The Repertory of Tropes at Winchester, 2 vol. Princeton: University Press, 1977. |
| PM 1889- | Paléographie Musicale. Les principaux manuscrits de chant grégorien, ambrosien, mozarabe, gallican publiés en fac-similés phototypiques par les Bénédectins de Solesmes. Solesmes, 1889- |
| PM 2 1891 | Le Répons-Graduel “Justus ut palma” reproduit en fac-similé d’après plus de deux cents antiphonaires manuscrits d’origines diverses du IXe au XVIIe siècle. Solesmes: Abbaye Saint-Pierre, 1891 (Paléographie Musicale; 2). |
| Prinz 1969 | Otto Prinz. Recensione di Benz 1967: <https://www.persee.fr/doc/alma_09948090_1969_num_37_1_1940_t1_0249_0000_1> |
| Ratcliff 1971 | Edward C. Ratcliff. Expositio Antiquae Liturgiae Gallicanae. Chichester: The Regnum Press, 1971 (Henry Bradshaw Society; 98). |
| Richter – Schönfelder 1912 | Georg Richter – Albert Schönfelder. Sacramentarium Fuldense saeculi X Cod. Theol. 231 zu der k. Universitätsbibliothek zu Göttingen. Text und Bilderkreis (43 Tafeln), als Festgabe [...] Georg Kardinal Kopp [...]. Fulda: Fuldaer Actiendruckerei, 1912 (Quellen und Abhandlungen zur Geschichte der Äbtei und Diözese Fulda; 9). |
| Righetti – Borella 2005 | Mario Righetti – Pietro Borella. Manuale di storia liturgica. I: Introduzione generale; II: L’anno ecclesiastico. Il breviario; III: L’eucarestia; IV: I sacramenti. I sacramentali. Indici. Milano: Ancora, 2005. |
| Saint-Roch 1987 | Patrick Saint-Roch. Liber sacramentorum Engolismensis. Turnholti: Brepols, 1987 (Corpus Christianorum. Series Latina; 159C). |
| Schildbach 1967 | Martin Schildbach. Das einstimmige “Agnus Dei“ und seine handschriftliche Überlieferung vom 10. bis zum 16. Jahrhundert. Erlangen: Hogl, 1967. |
| Stäblein 1975 | Bruno Stäblein. Schriftbild der einstimmigen Musik. Leipzig: VEB Deutscher Verlag für Musik, 1975 (Musikgeschichte in Bildern; III. Musik des Mittelalters und der Renaissance; IV). |
| Stäblein 1985 | Bruno Stäblein. Die Messe. Mit einer Einleitung von W. Blankenburg und weiterführender Literatur von P. Tenhaef. München – Kassel: DTV Verlag – Bärenreiter, 1985 (Musikalische Gattungen in Einzeldarstellungen; 2). Voci apparse nella I edizione dell’enciclopedia Die Musik in Geschichte und Gegenwart. |
| Taft 1986 | Robert Taft. The Liturgy of the Hours in East and West. The Origins of the Divine Office and Its Meaning for Today. Collegeville (Minn.): The Liturgical Press, 1986. |
| Taft 2001 | Robert Taft. La liturgia delle ore in oriente e occidente. Le origini dell’ufficio e il suo significato per oggi. Roma: Lipa, 2001. |
| Tangari 1999 | Nicola Tangari. Serie dei canti dell’ordinario della Messa in manoscritti italiani. «Rivista Internazionale di Musica Sacra», 20 (1999), p. 317-364. |
| Thannabaur 1962 | Peter Josef Thannabaur. Das einstimmige “Sanctus“ der römischen Messe in der handschriftlichen Überlieferung des 11. bis 16. Jahrhundert. München: W. Rick, 1962 (Erlanger Arbeiten zur Musikwissenschaft; 1). |
| Twyman 2002 | Susan Twyman. Papal Ceremonial at Rome in the Twelfth Century. London: The Boydell Press, 2002, p. 105-106 (Henry Bradshaw Society. Subsidia; 4). |
| Weber 1953 | Robert Weber. Le psautier Romain et les autres anciens psautiers latins. Édition critique. Roma: Abbaye Saint-Jérome ; Città del Vaticano: Libreria Vaticana, 1953 (Collectanea Biblica Latina; 10). |
| Wilmart – Lowe 1917 | André Wilmart – Elias Avery Lowe. The Bobbio Missal. A Gallican Mass-Book (Ms. Paris, lat. 13246). Fac-simile. London: Henry Bradshaw Society, 1917 (Henry Bradshaw Society; 53). |
| Wilmart 1932 | André Wilmart. Les anciens missels de la France. «Ephemerides Liturgicæ», 46 (1932), p. 234-267. |
Note
* Il segno ‘§’ dopo un cognome o una sigla bibliografica indica che l’Autore o il volume è segnalato almeno una volta in: Giacomo Baroffio, Amen Amen: materiale per un Dizionario Liturgico, <www.liturgia.it/content/baroffio/amen/AMEN%20AMEN.pdf>..
- Hanno lavorato per anni su fonti liturgico-musicali italiane anche esperti stranieri “isolati” quali Henry Marriott Bannister § († 1919), Bruno Stäblein († 1978), Edward B. Garrison § († 1981), Klaus Gamber § († 1989).
- Dictionnaire d’Archéologie Chrétienne et de Liturgie, a cura di F. Cabrol, H. Leclercq, H. Marrou, Paris: Librairie Letouzey & Ané, 1907-1951.
- L’Abbazia di Clerf (Clervaux) è monastero benedettino fondato nel 1890 in Lussemburgo ed è membro della Congregazione di Solesmes nella Confederazione Benedettina.
- La pubblicazione non si limita ai singoli volumi dell’editio maior. Per un primo contatto con il testo biblico latino cfr. Gryson 2006; Weber 1953. L’apparato critico permette di riconoscere, oltre ad altre recensioni particolari, il testo del salterio latino secondo la tradizione romana, gallicana (Vulgata) e ambrosiana. Facilita l’individuazione dei testi biblici il repertorio <https://www.biblegateway.com/versions/Biblia-Sacra-Vulgata-VULGATE/>.
- Esplicito è il sottotitolo: Les principaux manuscrits de chant grégorien, ambrosien, mozarabe, gallican publiés en fac-similés phototypiques par les Bénédectins de Solesmes. Edizioni di manoscritti italiani relativi alla Messa: Bénévent 33 1983; Bénévent 34 1987; Angelica 123 1969. Sul complesso lavoro redazionale di alcuni volumi cfr. <https://gregoriana.sk/2010/05/paleographiemusicale/langswitch_lang/de/>. Chi studia la messa sotto il profilo musicale non può esimersi dal consultare altre opere solesmensi. Alcune: Cagin 1906; i titoli del Te Deum, p. 168-198; edizione con apparato delle varianti di numerosi codici italiani del brano Emitte angelum/spiritum, p. 215-217; Hesbert 1935: edizione sinottica di 6 tra le più antiche fonti che contengono i canti del Proprium. Gay 1957: lo spoglio di 185 manoscritti permette di costituire un repertorio di 16 introiti, 14 graduali, 12 tratti, 20 offertori, 36 antifone di comunione e 7 alleluia. Graduel 1957/1960/1962: inventario sommario e analisi neumatico-melodica dei manoscritti con canti della messa studiati a Solesmes in vista dell’edizione “critica” delle melodie. Oury 1967: oltre a 4 formulari ispanici e 2 ambrosiani, lo spoglio di numerose fonti - tra cui 22 manoscritti italiani - ha permesso di individuare 9 introiti, 25 alleluia, 10 offertori e 9 antifone di comunione e alcuni graduali. Cfr. Le Roux 1962.
- Nella collana Liturgiewissenschaftliche Quellen und Forschungen – che continua la precedente serie Liturgiegeschichtliche Quellen – sono state edite alcune importanti fonti eucologiche ambrosiane nella sezione Corpus Ambrosiano Liturgicum. Studi e testi sono proposti nell’Archiv für Liturgiewissenschaft che prosegue l’impegno del precedente Jahrbuch für Liturgiewissenschaft. Cfr. infra nota 21.
- Cfr. Dold § 1933; Dold 1943; Dold 1949; Dold - Gamber 1957.
- Ai tre monaci si deve, tra l’altro, l’edizione critica dei sacramentari più importanti: Mohlberg § - Eizenhöfer - Siffrin 1966; Mohlberg - Eizenhöfer - Siffrin 1981. Oltre a utili sussidi quali sono le concordanze verbali, Manlio Sodi § ha promosso la ristampa delle fonti conciliari tridentine.
- Oltre alle ricerche di Charles Coebergh, cfr. Bruylants 1952.
- Di Alejandro Olivar († 2018) merita di essere studiato almeno Olivar 1961. Il saggio è importante anche per la comprensione delle orazioni presenti nel Rotolo di Ravenna, su cui si veda una diversa tesi sostenuta da Benz 1967. Si veda al riguardo Prinz 1969.
- Ad esempio i volumi del Corpus Orationum, le edizioni dei sacramentari di Angoulême (Saint-Roch 1987), Autun (Heiming 1984), Gellone (Deshusses 1981),
- Interessano in particolare l’ambito della messa: Wilmart § - Lowe § 1917. Cfr. Hen - Meens 2004; Ratcliff 1971; Richter - Schönfelder 1912; Twyman 2002; Bower 2016.
- Edizioni di nostro interesse immediato: Hänggi - Pahl 1968; Gerhards - Brakmann - Klöckener 2005; Deshusses 1971; Deshusses 1979; Deshusses 1982; Meersseman - Adda - Deshusses 1974; Odermatt 1980; Hänggi - Ladner 1994; Kelly § 2008; Pahl - Böntert 2021-2022. Per inoltrarsi nella foresta vergine delle fonti liturgiche sono sempre utili: Gamber 1968 e Gamber 1988.
- Anomala è la fisionomia di Sant’Anselmo a Roma, sede della Facoltà teologica dell’Ordine benedettino e dell’Istituto liturgico. Ha ospitato vari docenti specialisti (es. Jordi Pinell per la liturgia ispanica) che hanno assegnato molte tesi. Ma non sembra che ci sia stata una “scuola” come a Bonn e in altre sedi universitarie.
- A Dölger e alla sua scuola si devono gli approfondimenti comparativi emergenti nelle pubblicazioni parallele dell’enciclopedia Reallexikon für Antike und Christentum e la rivista Antike und Christentum. Alcuni saggi permettono di conoscere l’ampio orizzonte comparativo del maestro e dei suoi discepoli: cfr. Dölger 1934; Dölger 1971; Klauser 1950.
- Usuarium. A Digital Library and Database for the Study of Latin Liturgical History in the Middle Ages and Early Modern Period: <http://usuarium.elte.hu/>.
- Il professor Stäblein più volte mi ha detto che aveva pensato ai MMMÆ come un’integrazione musicale degli Analecta Hymnica Medii Æevi curati dai gesuiti Clemens Blume e Guido Maria Dreves. Chiunque intenda affrontare in modo sistematico lo studio dei messali, farebbe bene a leggere le voci scritte da Stäblein per l’enciclopedia Die Musik in Geschichte und Gegenwart, voci raccolte in Stäblein 1985.
- Cfr. i cataloghi delle melodie dei canti dell’Ordinarium Missæ: Landwehr - Melnicki 1955, Catalogo di 226 melodie di Kyrie disposte in successione melodica con rimando a 492 manoscritti (139 italiani); Boe 1989; Bosse 1955 §, Catalogo di 56 melodie di Gloria in excelsis; Boe 1990; Miazga 1976 §; Baroffio - Kim 1999, oltre 500 melodie tramandate in manoscritti italiani; Thannabaur 1962 §, 230 melodie in 463 fonti (123 italiane); Boe 1996; Schildbach 1967 §, 267 melodie in 486 fonti (118 italiane); Tangari § 1999, rielaborazione dei dati desunti dai repertori di Melnicki, Bosse, Thannabaur e Schildbach; Guillou 2003-2004-2006; Eifrig § - Pfisterer § 2006; Baroffio 2006.
- Cfr. l’attività promossa sotto l’insegna Cantus Planus: <https://www.cantusplanus.de/index.html>.
- Il “tropo” in liturgia è un’estensione di una sequenza musicale o di un testo liturgico mediante l’inserimento di nuove parole e melodie, o entrambi. Con questa pratica si aggiungeva a un canto preesistente un nuovo elemento, come un commento supplementare, un ampliamento o anche un’interpolazione.
- Merita ancora di essere letto con attenzione Apel 1998.
- Importanti per conoscere una corretta metodologia della ricerca sono: Levy 1963 e Levy 1984.
- Nuove prospettive di ricerca in Planchart 1977.
- Cfr. Albiero Iter.
- Fragmentarium:<https://fragmentarium.ms/>.
- Ricordo Chevalier 1892-1897-1904-1912. Criticata aspramente dai gesuiti degli Analecta Hymnica, quest’opera è ancora utile, nonostante omissioni e mende.
- Leroquais 1924. Cfr. Wilmart 1932.
- Dijk - Walker 1960; Dijk 1963; Dijk - Walker 1975.
- Righetti - Borella 2005. Pietro Borella ha collaborato ai 4 volumi del Manuale nelle sezioni riguardanti il rito ambrosiano.
- Missale plenarium 1972. Il facsimile del messale è stato edito nel 1970 (Antiquitates Musicae in Polonia 12).
- Il Vetus Latina Database (VLD) consiste in un repertorio dei record del Vetus Latina Institut di Beuron (Germania). La banca dati contiene, come immagini digitalizzate, la registrazione di queste traduzioni fatta dal Latina Institute di Beuron; la raccolta si basa sull’archivio lasciato dall’abate Joseph Denk, che a partire dalla fine del XIX secolo cominciò a registrare in modo sistematico le citazioni dei passi biblici compilando diverse centinaia di migliaia di schede.
- Nel solco tracciato da Baumstark, Erik Peterson († 1960), Marius Schneider († 1982) e altri maestri, studenti e studiosi si muovono con largo respiro, convinti della bontà del metodo comparativo nella ricerca (es. vegleichende Musikwissenschft, vergl. Choralwissenschaft): Peterson 1959; Baumstark 1967; Taft 1986; Parenti 2008; Buchinger 1910; Buchinger 2013; Nicolotti 2000; Nicolotti 2013.
- Indispensabile nell’affrontare lo studio delle fonti liturgiche è la conoscenza della lingua latina e la capacità di affrontare i testi tramandati dai manoscritti e dai primi stampati. Oltre ai libri liturgici, due repertori su cui esercitarsi per prendere familiarità dei testi sono: Manz 1941 (testi eucologici); Marbach 1907 (testi biblici dei canti della Messa e delle Ore). Numerosi casi di vocaboli ed espressioni presenti nella liturgia sono esaminati da Mohrmann 1958-1961-1965. Assai trascurata dai liturgisti (e dai dicasteri liturgici istituzionali) è la musica, a cominciare dai repertori tradizionali beneventano, romanesco, gregoriano e ambrosiano. Per un primo approccio alle notazioni musicali delle fonti cfr. PM 2 1891; Bannister § 1913; Stäblein 1975.; Floros 2005; Baroffio § 2011.
- Il sito e-codices - Biblioteca virtuale dei manoscritti della Svizzera è un importante progetto bibliografico, culturale e accademico: l’obiettivo di e-codices è quello di offrire accesso gratuito a tutti i manoscritti medievali e a una selezione di quelli moderni della Svizzera tramite una biblioteca virtuale. Attualmente quest’ultima contiene 2.959 manoscritti provenienti da 100 collezioni diverse e viene costantemente aggiornata e ampliata. <https://e-codices.ch/en>.