Formare professionisti esperti. Il Master in Catalogazione del manoscritto liturgico medievale: descrizione, digitalizzazione e valorizzazione
Il contributo presenta il nuovo Master universitario biennale di secondo livello in “Catalogazione del manoscritto liturgico medievale: descrizione, digitalizzazione e valorizzazione”, promosso dall’Università degli studi della Tuscia e dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto (BCE) della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), in collaborazione con vari atenei e istituzioni nazionali. Il Master nasce come esito formativo del progetto di censimento e digitalizzazione dei sacramentari e dei messali pretridentini conservati sul territorio italiano, e intende formare professionisti altamente specializzati nella descrizione codicologica, paleografica e musicale, nonché nella valorizzazione digitale di manoscritti liturgici. Il percorso didattico prevede l’erogazione in modalità e-learning, tirocini, attività laboratoriali e individuali, ed è orientato a fornire strumenti teorici e pratici per l’impiego di standard nazionali di catalogazione e tecnologie digitali.
Il Master universitario biennale di secondo livello in Catalogazione del manoscritto liturgico medievale: descrizione, digitalizzazione e valorizzazione, attualmente in fase di attivazione, aprirà il bando di partecipazione a giugno 2025, con inizio dei corsi a settembre.
Questo Master nasce come spin-off del progetto MOL Liturgica messali manoscritti, finalizzato al censimento e alla digitalizzazione dei sacramentari e dei messali manoscritti pretridentini appartenenti alla Chiesa cattolica e conservati in archivi, biblioteche, musei, parrocchie, conventi e monasteri italiani.
Obiettivi e importanza del percorso formativo
L’importanza dei libri liturgici è indiscutibile: nei testi precedenti al Concilio di Trento – che ha codificato le forme della liturgia romana e i libri per la celebrazione del culto – si ritrovano elementi utili alla conoscenza delle comunità dell’epoca, grazie alle numerose varianti, aggiunte di testi poetici o omissioni. Il libro liturgico pretridentino rappresenta infatti una tappa significativa nella storia della liturgia e, al tempo stesso, riflette il contesto culturale in cui è stato prodotto. Lo studio del sacramentario e del messale permette quindi di delineare meglio l’evoluzione della Chiesa nelle diverse regioni e nei vari periodi storici, contribuendo alla riscoperta delle radici delle comunità attuali. Oltre al loro valore storico, i messali possiedono anche un’importante valenza culturale ed estetica: molti sono arricchiti da notazioni musicali, capilettera miniate e miniature narrative.
La necessità di una formazione altamente specializzata per il personale coinvolto nel progetto ha reso evidente l’urgenza di un percorso accademico specifico, rispondendo a una richiesta sempre più rara nel panorama lavorativo attuale e futuro.
Percorso formativo e competenze acquisite
L‘obiettivo è quello di formare specialisti nella documentazione e catalogazione del libro manoscritto medievale, con particolare attenzione al manoscritto liturgico. Il percorso formativo fornirà competenze codicologiche e paleografiche di base, approfondendo in particolare:
- i contesti culturali di produzione e conservazione di questi manoscritti;
- la loro struttura complessa e articolazione interna;
- elementi di paleografia musicale indispensabili per una descrizione accurata;
- i principi e i metodi della catalogazione elettronica previsti dal “Censimento nazionale dei manoscritti delle biblioteche italiane” dell’ICCU, attraverso l’uso dell’applicativo Manus OnLine (MOL);
- le tecnologie digitali applicate allo studio e alla valorizzazione del manoscritto.
Collaborazioni e modalità didattiche
Il Master è organizzato in collaborazione con l’Università degli studi della Tuscia, l’Università degli studi di Siena, l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto (BCE) della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), secondo accordi convenzionali in fase di definizione. L’attività didattica sarà erogata principalmente in modalità e-learning, a cui seguiranno tirocini, laboratori e lavori assegnati individualmente ai partecipanti. L’insieme delle suddette attività, comprensive dell’impegno da riservare allo studio e alla preparazione individuale, corrisponde all’acquisizione da parte degli iscritti di 60 crediti formativi universitari (CFU) complessivi annuali.
Ammissione e requisiti di accesso
Il Master di secondo livello è riservato a chi abbia conseguito una Laurea Magistrale o Specialistica, oppure un titolo equivalente rilasciato all’estero e riconosciuto idoneo secondo la normativa vigente. L’ammissione avverrà previa selezione per titoli. Considerata la specializzazione del percorso, sono richieste lauree in Archivistica e Biblioteconomia, Filologia moderna, Filologia, letteratura e storia dell’antichità, nonché lauree del Vecchio Ordinamento in Lettere e Filosofia o in Conservazione dei Beni culturali. Il numero massimo di ammessi è fissato a 20 studenti, con la possibilità di accogliere fino a 10 ulteriori iscritti a condizioni agevolate.
Sede del Master e la Unitus Academy
Il Master avrà sede presso l’Università degli studi della Tuscia (Polo di Rieti), dove, nel 2023, è stata istituita la Unitus Academy, Scuola di alta formazione dell’Università degli studi della Tuscia che persegue la finalità istituzionale di erogare e gestire, nell’ambito dell’offerta formativa di Ateneo, la formazione post-laurea mediante l’istituzione e attivazione di Master di I e II livello, corsi di alta formazione, formazione professionale e aggiornamento nonché scuole di specializzazione.
Come già avviene presso altri Atenei, per una gestione razionale ed efficiente dei corsi post-lauream si è reso necessario prevedere una struttura ad hoc, che potesse pianificare, promuovere e gestire attività di alta formazione e aggiornamento per il territorio e non solo, e potesse rispondere alle esigenze formative di singoli, imprese, professionisti, dipendenti di Enti pubblici e privati.
Possono entrare a far parte della Scuola anche Istituti di istruzione superiore e Enti Pubblici, mediante formale richiesta da inoltrare al direttore tecnico-scientifico. Le richieste vengono sottoposte al Senato accademico, previo parere del Consiglio della sezione. Nel caso di formale adesione alla Scuola, l’ente aderente propone un proprio rappresentante nell’ambito dell’Advisory board che dura in carica fino alla cessazione della convenzione che regola i rapporti tra l’ente aderente e la Scuola. La Scuola è finanziata mediante i proventi dell’attività svolta per conto terzi, da convenzioni e progetti anche su bandi nazionali e internazionali, da trasferimenti dell’Amministrazione centrale di Ateneo e da finanziamenti dei Dipartimenti per richiesta di servizi di formazione specifici. La Scuola può essere finanziata anche attraverso donazioni e liberalità ricevute attraverso l’Università degli studi della Tuscia anche al fine di erogare borse di studio a copertura dei costi di iscrizione alle proprie attività e premi di formazione.
L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2025
