Istituzioni culturali e riuso del patrimonio culturale digitale: buone pratiche a livello internazionale

Autori

  • Maria Teresa Natale Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU)

DOI:

https://doi.org/10.36181/digitalia-00083

Parole chiave:

Transizione digitale, Open data, Istituzioni culturali, GLAM

Abstract

La condivisione di contenuti digitali non è solo una sfida tecnologica, è un’opportunità e una visione. In questo contributo si presenta una selezione di casi di istituzioni culturali (biblioteche, musei e gallerie d’arte) che hanno reso disponibili le loro collezioni per il riuso, riportando dibattiti interni, sfide, soluzioni proposte. L’impatto generato dall’apertura dei dati può essere molto ampio, stimolando la creatività di start-up digitali e cittadini di tutte le età, il riuso delle collezioni tramite API che consentono di incorporare le raccolte digitali in piattaforme di visualizzazione e apprendimento automatico, l’esposizione su piattaforme esterne come Wikimedia Commons, CC Search, Europeana ecc. L’invito alle istituzioni è che, compatibilmente con quanto permesso dalla normativa nazionale, analizzino i casi di studio presentati, ne identifichino i vantaggi, costruiscano la propria argomentazione e individuino soluzioni per ridurre al minimo i rischi percepiti. Anche se lento, il cambiamento è certamente possibile ed è parte integrante del percorso di transizione digitale cui tutte le istituzioni culturali stanno prendendo parte.

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Pubblicato

2023-12-29

Come citare

Natale, M. T. (2023). Istituzioni culturali e riuso del patrimonio culturale digitale: buone pratiche a livello internazionale. DigItalia, 18(2), 155–161. https://doi.org/10.36181/digitalia-00083

Fascicolo

Sezione

Atti del Convegno di studi "Fare per non sprecare. Nei laboratori del riuso digitale"