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Sezione: DIGITALIA 2005-2025: testimonianze, riflessioni e prospettive
Data di pubblicazione: 22-12-2025

Il digitale: il contesto europeo, Europeana e le iniziative italiane

Autori

DigItalia vede la luce nel 2005. Oggi si celebrano i vent’anni di questa rivista, edita dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU) e dedicata allo studio e al dibattito critico sull’applicazione delle tecnologie digitali ai vari settori del patrimonio culturale, allo scopo di offrire spazi agli approfondimenti e alle riflessioni sul tema. La storia di questi venti anni testimonia il processo per la creazione di una visione comune e condivisa tra gli Stati membri e tra questi e la Commissione europea, e le tante iniziative concrete per la realizzazione di biblioteche digitali, con l’obiettivo di favorire l’accesso in rete ai contenuti culturali. Per una singolare coincidenza, nello stesso anno in cui nasce DigItalia sei capi di Stato di paesi europei (Italia, Francia, Germania, Polonia, Spagna e Ungheria) indirizzano al presidente del Consiglio europeo e a quello della Commissione europea un messaggio che pone il tema della digitalizzazione del patrimonio culturale e della creazione di una Biblioteca digitale europea. La lettera dei capi di Stato dell’aprile 2005 suggeriva esplicitamente che la Commissione si impegnasse per creare in tempi brevi una Biblioteca digitale europea in grado di rendere accessibile a tutti i cittadini il patrimonio scientifico e culturale dell’Europa. Si trattava, come spiegava la lettera, di difendere un patrimonio «di una ricchezza e di una diversità che non ha eguali», che esprime «l’universalismo di un continente che, nel corso della sua lunga storia, ha dialogato con il resto del mondo». Il proposito era anche fermare l’avanzata di Google, che in sei anni si riproponeva di digitalizzare 15 milioni di libri (4,5 miliardi di pagine) provenienti da quattro prestigiose biblioteche americane e una inglese (Oxford), con l’intento di coinvolgere anche le biblioteche europee allo sviluppo del progetto Google books.

Ancor prima della lettera dei sei capi di Stato iniziative in questo campo erano state avviate con il supporto di alcuni governi e della Commissione europea.

Il 4 aprile 2001 rappresentanti ed esperti degli Stati membri si riunirono a Lund, in Svezia, per discutere della digitalizzazione del patrimonio culturale, con l’obiettivo di produrre raccomandazioni per il coordinamento dei programmi di digitalizzazione nazionali inquadrati nel contesto europeo.

La premessa di tale iniziativa risiedeva nel riconoscere e affermare che le risorse culturali e scientifiche europee costituiscono un patrimonio pubblico e unico su cui si basa la memoria collettiva delle nostre diverse società e lo sviluppo delle industrie di contenuti digitali per una società della conoscenza democratica e sostenibile.

I principi di Lund sono stati il primo importante documento ad affrontare un’analisi critica indicando alcune iniziative da assumere nel breve, medio e lungo periodo. Tra le criticità allora individuate c’erano la frammentazione dell’approccio alla digitalizzazione, la mancanza di standard condivisi, i problemi di copyright, la scarsa sinergia tra istituzioni culturali e i programmi di innovazione tecnologica, la conservazione del digitale, la poca attenzione al multilinguismo, gli scarsi investimenti e la mancanza di organici piani di sviluppo pluriennali sia ai vari livelli nazionali che a quello europeo.

Tra le proposte avanzate, emerse la creazione di un forum di cooperazione tra i vari Stati membri per elaborare una comune visione relativa a politiche e programmi, facilitare lo scambio di buone pratiche, definire indicatori per favorire processi di benchmarking, per creare punti di riferimento dedicati alle istituzioni culturali in campi quali i metadati, il multilinguismo, le tecnologie per la riproduzione delle immagini, la conservazione del digitale, gli standard tecnici per l’interoperabilità, con l’obiettivo di produrre raccomandazioni e linee guida utili all’intero processo di digitalizzazione e messa in linea dei contenuti culturali.

Su tali basi, pertanto, la Commissione, di concerto con gli Stati membri, istituiva il National Representatives Group (NRG), un gruppo di esperti nominati dagli Stati membri, che si riuniva ogni sei mesi sotto l’egida della Presidenza di turno e a cui la Commissione garantiva la segreteria. Il gruppo successivamente si rinnovò sulla base di decisioni della Commissione europea. Nel 2007 il nome con cui si identificava tale team era Member States Expert Group (MSEG), che dal 2017 cambia in Digital Cultural Heritage and Europeana (DCHE), concludendo i suoi lavori nel maggio 2021. La missione del NRG era monitorare lo stato dell’arte e i progressi relativi agli obiettivi contenuti nei principi di Lund, e produrre ogni sei mesi un report che registrasse la situazione, le iniziative e i progressi per ogni singolo Stato membro, che includesse anche raccomandazioni per azioni future condensate nel Lund action plan, aggiornato ogni anno. La Commissione provvedeva al sostegno operativo del lavoro del gruppo: nasceva così il progetto MINERVA, finanziato nell’ambito del Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico e coordinato dal Ministero italiano1.

Il progetto avviava e realizzava un’azione mirata al coordinamento delle politiche, dei programmi e dei progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale tra i paesi membri dell’Unione europea. Gli obiettivi principali erano: rendere disponibile in rete l’immenso patrimonio europeo evitando frammentazioni, sprechi di risorse, duplicazioni degli sforzi, creare le condizioni favorevoli per lo scambio di esperienze e per definire una comune visione strategica per la creazione di uno spazio comune europeo dell’informazione culturale in rete.

MINERVA ha costituito il braccio operativo del NRG per l’implementazione dei principi di Lund e ha agito a supporto degli Stati membri nella preparazione del National policy profile e nella produzione del Progress report annuale che ha registrato e illustrato lo stato dell’arte, gli sviluppi e i progressi relativi alla digitalizzazione in tutti gli Stati membri.

Il progetto, avviato nel 2002, coinvolgeva i ministeri o gli enti governativi preposti alla cultura degli allora quindici paesi dell’Unione Europea. Nel 2004, con l’allargamento dell’Unione ad altri dieci Stati, la rete MINERVA, con un ulteriore finanziamento comunitario (progetto MINERVA Plus), si allargava a comprendere i nuovi paesi.

La rete MINERVA operava su due livelli, politico e tecnico. Il livello politico consisteva nel garantire una stretta collaborazione tra gli Stati membri attraverso i Ministeri titolari della competenza sul patrimonio culturale, e tra questi e la Commissione europea. In tale prospettiva MINERVA si proponeva inoltre di dare visibilità alle iniziative nazionali, di promuovere lo scambio di buone pratiche e di assicurare la diffusione e la conoscenza delle politiche e dei programmi comunitari a livello nazionale e locale.

Il livello tecnico riguardava invece la creazione di una comune piattaforma condivisa dagli Stati membri, costituita da raccomandazioni e linee guida per la digitalizzazione, che potessero favorire e garantire l’interoperabilità delle risorse digitalizzate, la qualità dei contenuti e dei servizi di accesso per la comunicazione e la fruizione del patrimonio culturale attraverso la rete, con un approccio integrato tra archivi, biblioteche e musei.

Contemporaneamente le Presidenze di turno dell’UE contribuivano a produrre una visione comune e condivisa relativa al patrimonio culturale che viene espressa e definita da documenti strategici quali ad esempio la Carta di Parma (2003), coordinata e pubblicata dalla Presidenza Italiana, mentre la Presidenza del Regno Unito ribadiva l’impegno e delineava un piano di azione europeo attraverso il Dinamic Action Plan (2004). I citati documenti vengono realizzati con il supporto del progetto MINERVA, ormai vera e propria parola chiave ben conosciuta in tutti gli stati membri e anche al di fuori dei paesi europei, come testimoniano altre iniziative, ad esempio il progetto MEDCULT2.

In considerazione dei risultati raggiunti, nel 2006 viene approvato dalla Commissione europea il progetto MINERVA eC, terzo atto del percorso di MINERVA che consolidava e aggiornava quanto già realizzato e sviluppava azioni di supporto per la costruzione della Biblioteca digitale europea, in aderenza agli indirizzi comunitari3.

Si inseriva pertanto in un processo già avviato, la citata lettera dei sei capi di Stato a cui la Commissione europea rispose con una svolta nella politica sulle biblioteche digitali. La strategia venne delineata nella Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, intitolata i2010: le biblioteche digitali, (inserita nel piano di Lisbona), pubblicata nel settembre 20054. Nel documento vengono presentati gli obiettivi per lo sviluppo della rete europea di biblioteche digitali e per la creazione di uno spazio informativo comune, definendo un sistema regolamentare moderno per l’economia digitale che favorisse la disponibilità di contenuti digitali, l’investimento nella ricerca e nell’innovazione tecnologica per lo sviluppo di una società dell’informazione europea aperta e democratica. Il documento inoltre sottolineava l’importanza di un forte e concreto impegno da parte degli Stati membri.

In questo quadro, nel 2007, viene avviata Europeana, la Biblioteca digitale europea, il cui prototipo vede la luce nel 2008, mentre il servizio è pubblicato in rete nel 2010.

Si tratta di una grande e ambiziosa iniziativa gestita dalla Europeana Foundation, con il supporto della Commissione europea, che ha come obiettivo la raccolta e la diffusione di informazioni sul ricchissimo patrimonio culturale europeo tramite una piattaforma informatica con interfaccia multilingue.

Importantissimo il contributo di tutti gli Stati membri che favoriscono e supportano le istituzioni culturali, gli archivi, le biblioteche, i musei, gli archivi audiovisivi nella partecipazione a Europeana attraverso il conferimento dei metadati relativi alle risorse digitali detenute e gestite.

La sfida, allora, era quella di riempire di contenuti la Biblioteca digitale europea con una particolare attenzione alla qualità dei dati, alla definizione di standard condivisi per l’interoperabilità dei dati e alle regole comuni per l’accesso ai contenuti stessi.

La Commissione, quindi, agisce su due piani: da un lato intende rafforzare il quadro politico di riferimento attraverso l’emanazione di raccomandazioni5, dall’altro avvia un vasto piano di progetti europei che finanziano prevalentemente l’invio a Europeana dei contenuti sotto forma di metadati, favorendo la partecipazione attiva delle istituzioni culturali europee.

Sul piano dei progetti europei il Ministero italiano, attraverso l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU), ha partecipato attivamente alla costruzione della Biblioteca digitale europea. Sulla base dei risultati positivi ottenuti dal progetto MINERVA venivano quindi avviati e realizzati altri progetti europei.

I principali progetti, coordinati dall’ICCU per conto del Ministero, sono stati Athena (2008-20011), Linked Heritage (2011-2013) e AthenaPlus (2013-2015), che vengono realizzati nell’arco di otto anni. Sono progetti di grande rilievo, sia per la larga partecipazione di istituti culturali appartenenti a un gran numero di paesi europei (20 paesi europei e due extraeuropei - la Russia e Israele - e centinaia di istituti culturali), sia per i risultati raggiunti. I tre progetti hanno inviato a Europeana oltre sei milioni di dati. Tra le attività svolte, va ricordata la produzione di linee guida e strumenti tecnologici ampiamente usati da Europeana e da altri progetti europei che a essa contribuiscono. Si tratta di standard terminologici, catalografici e di descrizione delle risorse digitali prodotte dai musei e dagli altri istituti culturali, che hanno fornito un contributo concreto al processo di costituzione di Europeana6.

Inoltre, nell’ambito dei tre progetti e in collaborazione con Europeana, è stata avviata una discussione su importanti tematiche relative al patrimonio culturale digitale quali la gestione delle risorse digitali, la sostenibilità, la conservazione a lungo termine e il riuso di tali contenuti per l’istruzione, la ricerca, il tempo libero e il turismo. Tra i vari esempi di riuso, vi sono le mostre digitali. A tal proposito l’ICCU ha realizzato un kit open source gratuito per la progettazione di mostre virtuali fruibili via web o piattaforme mobili. Si tratta del progetto MOVIO7 finanziato nell’ambito di un bando lanciato nel 2011 dalla Fondazione Telecom Italia e successivamente arricchito da AthenaPlus con l’elaborazione di linee guida sul tema. Con l’uso del kit MOVIO le istituzioni culturali sono in grado di realizzare mostre digitali riutilizzando e valorizzando le proprie risorse digitali o quelle recuperate in rete. In relazione al riuso dei contenuti digitali si sviluppa un dibattito sul quadro giuridico di disciplina della licenza delle opere protette da copyright. Da qui infatti deriva la difficoltà di pubblicare in rete opere protette con una conseguente scarsità di opere del XX e del XXI secolo in Europeana, che quindi è a favore di normative più flessibili e auspica che ai dati culturali siano applicate licenze aperte per consentire il loro riuso.

Dal settembre 2012 i metadati aggregati da Europeana sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 0 (CC0), per renderli liberamente disponibili per il riutilizzo anche commerciale. Attraverso numerosi progetti europei aumentano i contenuti e cresce la rete delle istituzioni partecipanti a Europeana. Nasce quindi l’esigenza di aggregatori nazionali o tematici che supportino il lavoro delle istituzioni culturali, facilitando il conferimento dei dati alla Biblioteca digitale europea e il controllo di qualità dei dati stessi. Europeana viene infatti alimentata attraverso diversi canali, in primo luogo gli aggregatori nazionali, sviluppati in quasi tutti i paesi europei. Un aggregatore è un organismo che raccoglie metadati da una serie di fornitori di contenuti per renderli interoperabili con Europeana o con altre piattaforme, a seguito di procedure standard nel trattamento delle informazioni, nel formato dei file e nei diversi protocolli informatici. In genere, gli aggregatori svolgono anche un ruolo di supporto tecnico e formativo agli istituti culturali, che vengono seguiti durante tutto il processo. Questo ruolo è svolto in Italia da CulturaItalia8, il portale della cultura gestito dall’ICCU.

Negli anni, infatti, l’ICCU sviluppa e consolida il ruolo di punto di riferimento nazionale per Europeana, sia attraverso la partecipazione ai citati progetti europei che a numerosi altri (per cui si rimanda al sito dell’Istituto nella sezione dedicata ai servizi), sia per la creazione e gestione di CulturaItalia, l’aggregatore nazionale trasversale che include risorse degli archivi, delle biblioteche, dei musei e di altre istituzioni culturali e di ricerca, ed è un’iniziativa condivisa con Regioni, Università ed altri importanti istituti culturali italiani.

Infine, vale la pena ricordare un altro progetto europeo coordinato dal Ministero della cultura, basato anche questo sugli standard prodotti da MINERVA. Si tratta del progetto Multilingual Inventiry of Cultural Heritage in Europe (MICHAEL) che ha avuto come obiettivo principale il censimento e la raccolta delle collezioni digitali a partire da inventari nazionali o regionali e lo sviluppo di una infrastruttura tecnologica basata sugli standard per la creazione, l’aggregazione e la pubblicazione dei dati, rendendo accessibile in rete contenuti digitali eterogenei, oltre a permettere il controllo sulle attività di digitalizzazione anche al fine di evitare duplicazioni e frammentazioni. Uno dei principali risultati è di aver creato nel 2007 un’associazione no-profit (una AISBL, Association International Sans But Lucratif) di diritto belga, Michael Cultural Association (MCA)9. I soci fondatori sono stati il Ministero italiano, il Ministero francese e il britannico Museums, Libraries and Archives Council (MLA), agenzia governativa per la digitalizzazione del patrimonio culturale. Oggi MCA è un network intersettoriale che si occupa di conservazione, promozione e valorizzazione dei contenuti culturali digitali. Attualmente conta più di 200 membri tra musei, biblioteche, archivi, centri di ricerca, ministeri dell’UE e anche oltre, e si avvale della collaborazione di numerosi esperti che operano nel settore del patrimonio culturale digitale. Partecipa a molti progetti europei e recentemente ha ottenuto il supporto stabile della Commissione europea che ha riconosciuto il valore della rete creata e gestita dall’Associazione.

Per concludere, con uno sguardo al presente, è utile menzionare la strategia di Europeana 2020-202510. La visione della Biblioteca digitale europea punta alla trasformazione digitale del settore del patrimonio culturale al fine di favorirne l’uso per l’istruzione, la ricerca, il tempo libero.

Le tre priorità individuate sono: rinforzare l’infrastruttura rendendola al passo con lo sviluppo tecnologico; migliorare la qualità dei dati utilizzando anche gli algoritmi per l’arricchimento dei metadati; sviluppare le competenze e incoraggiare l’adozione di standard condivisi, diffondendo le buone pratiche e stimolando soluzioni comuni. L’obiettivo è quindi consolidare i risultati raggiunti, sviluppare strumenti e politiche per accompagnare il cambiamento digitale, anche attraverso partnership private che favoriscano l’innovazione e contribuire ad una società della conoscenza aperta e creativa. Alla rivista DigItalia è affidato il compito di continuare a seguire il dibattito europeo, stimolando riflessioni e approfondimenti nel contesto italiano, analizzando le criticità e dando altresì visibilità alle tante iniziative, agli importanti sviluppi e ai risultati raggiunti a livello nazionale nel quadro delle politiche e delle strategie europee.

L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di dicembre 2025.

Note

  1. https://cordis.europa.eu/project/id/IST-2001-35461.
  2. MEDCULT è un progetto finanziato dall’UNESCO che nel 2006, sotto il coordinamento del Ministero italiano, ha riguardato tre partner mediterranei, Egitto, Giordania e Marocco. Ha realizzato nei tre paesi altrettanti workshop rivolti a numerose istituzioni culturali, e basati sulla diffusione dei risultati di MINERVA, in particolare le linee guida per la realizzazione di siti web culturali accessibili e di qualità, tradotte in arabo nell’ambito del progetto.
  3. Sul sito <https://michael-culture.eu/library/> si possono trovare notizie sul progetto e le sue estensioni e i testi scaricabili dei documenti prodotti, oltre a quelli citati nel testo, tra i quali: Technical guidelines for Digital Cultural Heritage creation programmes, <https://michael-culture.eu/mca-library/minerva-technical-guidelines-for-digital-cultural-content-creation-programmes-version-2-0-2008/>; Handbook on cultural web user interaction, <https://michael-culture.eu/mca-library/handbook-on-cultural-web-user-interaction/>; Guide for Intellectual property rights and other legal issues, Cost reduction in digitization, <https://michael-culture.eu/mca-library/cost-reduction-in-digitisation/>; Quality principles for cultural websites: a handbook, <https://michael-culture.eu/mca-library/quality-principles-for-cultural-web-sites-a-handbook-2005/>; Good practices handbook, <https://michael-culture.eu/mca-library/minerva-good-practices-handbook/>. Inoltre all’indirizzo <https://web.archive.org/web/20240507091135/https://www.minervaeurope.org/>, si trova il sito di MINERVA in forma integrale dove è anche possibile scaricare tutti i documenti prodotti. Oscurato dal Ministero, il sito è stato salvato dall’iniziativa Internet Archive, che lo ha ritenuto di interesse per la conservazione.
  4. https://eur-lex.europa.eu/EN/legal-content/summary/i2010-digital-libraries.html.
  5. Raccomandazione dell’agosto 2006 della Commissione europea dal titolo: Commission reccomendation on the digitisation and online accessibility of cultural material and digital preservation (2006/585/EC), <http://data.europa.eu/eli/reco/2006/585/oj>; Raccomandazione del 27 ottobre 2011 sulla digitalizzazione e l’accessibilità in rete dei materiali culturali e sulla conservazione digitale emessa nel quadro dell’agenda digitale europea: Commission reccomendation on the digitisation and online accessibility of cultural material and digital preservation (2011/711/EU), <http://data.europa.eu/eli/reco/2011/711/oj>; Raccomandazione del novembre 2021 della CE (segue e rafforza quella del 2011) per lo sviluppo di uno spazio comune europeo dei dati nel settore della cultura: Commission Recommendation on a common European data space for cultural heritage (2021/1970/EU), <http://data.europa.eu/eli/reco/2021/1970/oj>. La raccomandazione rinnovava l’esortazione agli stati membri ad accelerare la protezione e la conservazione del patrimonio culturale sostenendo Europeana, un’infrastruttura digitale sicura e sostenibile.
  6. Sul sito <https://michael-culture.eu/library/> si possono trovare notizie sui progetti insieme ai testi scaricabili delle linee guida e dei numerosi documenti prodotti, tra i quali: Metadata for the description of digital exhibitions, <https://michael-culture.eu/mca-library/athena-plus-metadata-for-the-description-of-digital-exhibitions-the-demes-element-set/>; Guidelines for the creation of digital exhibitions, Guidelines for geographical information, <https://michael-culture.eu/mca-library/guidelines-for-geographic-information/>; Digitization: standards landscape for European museums, libraries, archives, <https://michael-culture.eu/mca-library/athena-digitisation-standards-landscape-for-european-museums-archives-libraries/>; Persistent identifiers: recommendations, <https://michael-culture.eu/mca-library/athena-persistent-identifiers-persistent-identifiers-recommendations/>; Recommendations and guidelines for digital storytelling projects, Booklet for implementing LIDO, <https://michael-culture.eu/mca-library/athena-plus-implementing-lido/>; Lightweight Information Describing Object: LIDO, <https://michael-culture.eu/mca-library/lightweight-information-describing-object-lido/>. Inoltre sul sito di MINERVA, conservato da Internet Archive, <https://web.archive.org/web/20240507091135/https://www.minervaeurope.org/> si trovano notizie e documenti su Linked Heritage e AthenaPlus.
  7. www.movio.beniculturali.it.
  8. www.culturaitalia.it.
  9. www.michael-culture.eu.
  10. https://pro.europeana.eu/page/strategy-2020-2025-summary.

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Autori/Autrici

Rossella Caffo - Già direttrice dell’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU)

Come citare

Caffo, R. (2025). Il digitale: il contesto europeo, Europeana e le iniziative italiane. DigItalia, 20(2), 15–21. https://doi.org/10.36181/digitalia-00138
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Rossella Caffo - Già direttrice dell’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU)

Come citare

Caffo, R. (2025). Il digitale: il contesto europeo, Europeana e le iniziative italiane. DigItalia, 20(2), 15–21. https://doi.org/10.36181/digitalia-00138
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