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Sezione: Progetti
Data di pubblicazione: 13-07-2026

Un sito web per la valorizzazione di siti monastici e conventuali: il progetto P.A.N.E.M.

Autori

La comunicazione, con le sue caratteristiche multimediali, ha oggi un ruolo importante in una prospettiva di divulgazione culturale. Attraverso le nuove tecnologie è possibile osservare, consultare e conservare i beni culturali, rappresentati nello stato attuale o nella loro evoluzione in senso diacronico, superandone la fisicità. Questo è reso possibile da banche dati aperte e condivise, accessibili attraverso personal computer, smartphone, videoinstallazioni ecc. In linea con questo approccio comunicativo, P.A.N.E.M., acronimo di Pottery, Architecture, Narrations, Environment of Monasteries, è un progetto multidisciplinare incentrato sull’analisi del refettorio e della sua evoluzione nei secoli. Il refectorium, uno degli spazi principali dove si svolgeva la vita delle comunità monastiche e conventuali, è analizzato prendendo in considerazione tre dimensioni: quella fisica (strutture, spazi, corredi, arredi, utensili ecc.), quella ideale (valori simbolici e culturali) e quella sociale (spazio di aggregazione e condivisione), con prevalente interesse ai siti presenti nella Campania interna (le aree del Casertano e Beneventano). La comunicazione dei risultati scientifici, oltre che in pubblicazioni tradizionali, avviene attraverso un sito web dedicato, https://www.paneminrefectorio.it/, il cui scopo principale è quello di rendere fruibile, promuovere e tutelare il patrimonio artistico, architettonico e archeologico pertinente alla storia delle comunità monastiche e conventuali campane, anche e soprattutto di quelle minori e poco conosciute.

 

1. Introduzione

Nel contesto delle Digital Humanities, i siti web tematici rappresentano efficaci strumenti per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio culturale, contribuendo a superare i limiti dell’accessibilità tradizionale1 e trasformandolo da elemento statico a rete dinamica di connessioni storiche, spaziali e sociali. Attraverso prospettive diacroniche, ricostruzioni virtuali e archivi digitali, tali strumenti garantiscono la conservazione e la diffusione della conoscenza su larga scala, favorendo forme di partecipazione attiva e consapevole. Allo stesso tempo, essi rivestono un ruolo importante nella ricerca scientifica, poiché consentono di centralizzare conoscenze specialistiche, accelerare la condivisione dei risultati e promuovere la creazione di reti accademiche e formative.

L’esistenza di spazi web focalizzati su temi micro-settoriali permette inoltre di sperimentare approcci integrati, nei quali il mapping spaziale e i modelli tridimensionali non costituiscono semplici strumenti illustrativi, ma veri e propri dispositivi di analisi quantitativa e interpretativa. In questo quadro, la distinzione tra divulgazione e ricerca non risiede tanto nel target di utenza quanto nella gestione del dato: mentre il sito divulgativo opera una sintesi ermeneutica finalizzata alla narrazione visiva, quello scientifico deve configurarsi come un’estensione del processo analitico.

L’implicazione metodologica fondamentale di tale approccio risiede nella trasparenza informativa. L’impiego di metadati strutturati e sistemi di Linked Open Data trasforma infatti il sito web in uno strumento di disseminazione scientifica, permettendo alla comunità accademica non solo di consultare il reperto o il monumento, ma anche di ripercorrere l’intero processo interpretativo che ne ha determinato l’analisi. In tal modo vengono garantite la replicabilità e la verificabilità dell’indagine nel tempo.

In linea con questa concezione, nell’ambito del progetto di ricerca P.A.N.E.M., è stato realizzato il sito web Panem in refectorio.

2. Il Progetto P.A.N.E.M.

Il progetto di ricerca P.A.N.E.M. (Pottery, Architecture, Narrations, Environment of Monasteries), finanziato dal programma V:ALERE 2020 dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”2 e coordinato da chi scrive, è dedicato all’analisi di alcuni complessi monastici e conventuali, con particolare attenzione al refettorio. Questo ambiente, centrale nella vita quotidiana delle comunità religiose, è stato studiato adottando un approccio multidisciplinare che ha esplorato tre principali dimensioni. Per quanto concerne la dimensione materiale, sono stati esaminati gli edifici, gli arredi e i materiali. Dal punto di vista ideale, si è approfondito il ruolo simbolico e culturale dell’ambiente. Infine, la dimensione sociale ha messo in luce il valore del refettorio come spazio di aggregazione e interazione collettiva. L’area studiata è quella della Campania interna, caratterizzata da una realtà culturale diversificata. In particolare, si è focalizzata l’attenzione sulle aree casertana, connessa al versante tirrenico, e beneventana, più interna. Mentre nella prima, la precoce affermazione delle compagini normanne successiva alla fase longobarda, e la costante prossimità alla capitale del Regno di Napoli hanno determinato dinamiche di potere e stratificazioni architettoniche peculiari, la seconda ha risentito profondamente e più a lungo della presenza dei Longobardi durante l’alto medioevo, che diede anche impulso alla fondazione e alla diffusione di numerosi monasteri, oltre ad essere stata successivamente condizionata dal dominio pontificio.

Il progetto si è articolato in tre unità di ricerca strettamente integrate. La prima si è occupata di un’analisi diacronica delle strutture architettoniche dei refettori, mettendo a confronto monasteri e conventi con un focus particolare sulle configurazioni degli ordini mendicanti. La seconda unità ha concentrato l’attenzione su strutture e reperti archeologici, in particolare ceramica e resti archeozoologici, al fine di ricostruire la vita dei cenobi e, in particolare, gli strumenti della refezione da cui ottenere informazioni sulle pratiche alimentari, sull’economia e sull’organizzazione interna delle comunità religiose. Infine, la terza unità ha esaminato fonti letterarie e narrative, confrontandole con le evidenze della cultura materiale per valutare l’attendibilità delle descrizioni, il significato simbolico del refettorio e la loro aderenza al contesto storico di riferimento3.

L’obiettivo principale del progetto è la valorizzazione, la promozione e la tutela del patrimonio artistico, architettonico e archeologico connesso alla storia delle comunità monastiche campane, con particolare attenzione alle realtà minori e meno conosciute, spesso escluse dai principali circuiti culturali e turistici4. In aggiunta, il progetto ha inteso rendere accessibili i risultati della ricerca a un pubblico ampio e diversificato, nello spirito della cosiddetta Terza Missione delle università e degli enti di ricerca5. In tale prospettiva, il sito web tematico Panem in refectorio6, descritto nella sezione seguente, si configura come un efficace strumento di divulgazione e comunicazione dell’iniziativa.

3. La struttura del sito

Il sito web Panem in refectorio (Fig. 1) è stato progettato come un archivio digitale per la raccolta, l’organizzazione e la diffusione dei risultati del progetto P.A.N.E.M. ed è stato strutturato non come un semplice contenitore informativo, ma come uno spazio di consultazione e interpretazione del dato, orientato a mettere in relazione fonti eterogenee e livelli differenti di analisi. Dunque, con l’obiettivo di promuovere la ricerca attraverso un approccio interdisciplinare tra archeologia, architettura e critica letteraria, il sito consente di far convergere dati storici, analisi dei materiali ceramici e ricostruzioni funzionali in un unico ambiente digitale integrato.

Figura 1. Paneninrefectorio.it, homepage

L’organizzazione del sito risponde ai criteri tipici della saggistica e dei progetti accademici: una homepage introduttiva rimanda a sezioni dedicate alla presentazione del progetto, ai membri del gruppo di ricerca, ai seminari, ai prodotti della ricerca e alle pubblicazioni. Se le pagine descrittive permettono di inquadrare il contesto e gli obiettivi generali, le sezioni di prodotto (publication/output) facilitano il reperimento dei risultati scientifici (Fig. 2).

Figura 2. Paneninrefectorio.it, schema del sito

La componente centrale del sito è costituita dalle schede di sintesi, che raccolgono gli esiti delle diverse unità di ricerca attraverso una struttura omogenea e interdisciplinare. Le schede adottano una tassonomia scientifica suddivisa in sezioni volte a guidare l’utente attraverso i diversi livelli di analisi del complesso monastico, del refettorio o del contesto archeologico preso in esame. All’interno di ciascuna scheda, la trattazione si sviluppa a partire dall’inquadramento storico e dalle vicende diacroniche del cenobio – incluse le fasi di fondazione, i passaggi di dipendenza istituzionale, le distruzioni storiche e i restauri – per poi passare alla descrizione architettonica. In questa sezione tecnica viene documentato l’assetto spaziale dei complessi (aule sacre, transetti, coperture lignee, chiostri e ampliamenti strutturali), fino all’identificazione degli ambienti del refettorio, spesso individuati grazie a elementi diagnostici come gli affreschi superstiti raffiguranti le mense.

Questa scomposizione strutturale dialoga con lo studio della cultura materiale e delle fonti scritte, coerentemente con le tre linee metodologiche del progetto incentrate su architettura, reperti ceramici e fonti letterarie. La navigazione consente di passare dalla dimensione materiale del manufatto o dello spazio fisico alla ricostruzione delle pratiche conviviali e della vita comunitaria nei contesti monastici medievali e della prima età moderna. Il database permette così di visualizzare le connessioni tra dati differenti, agevolando confronti tra contesti, cronologie e tipologie di evidenze. Attraverso questo percorso, le informazioni sull’assetto di una mensa si collegano allo studio dei materiali ceramici rinvenuti e, contemporaneamente, ai riferimenti simbolici e letterari associati allo spazio del refettorio. Tale impostazione rende il sito uno strumento utile sia per la restituzione pubblica dei risultati, sia per la ricerca, in quanto favorisce una lettura incrociata delle fonti e l’adozione di metodologie condivise tra discipline differenti.

Figura 3. Paneninrefectorio.it, sezione Schede di sintesi

Figura 4. Paneninrefectorio.it, dettaglio di una scheda di sintesi

Questa convergenza interdisciplinare è evidente in alcuni casi studio, come quello del complesso di San Vittorino a Benevento, dove l’analisi si muove dalle origini altomedievali e dalle trasformazioni architettoniche del monastero fino alle interpretazioni storico-letterarie sulla funzione della mensa. L’esperienza di consultazione in questo caso, infatti, permette di seguire un percorso interpretativo trasversale, in cui lo stesso monastero viene analizzato secondo prospettive differenti e complementari (Scheda, Archeologia: monastero di San Vittorino a Benevento; Scheda, Letteratura Comparata: Affresco del refettorio di San Vittorino). Una logica analoga caratterizza le schede dedicate al Convento di San Domenico a Benevento, ai complessi di Sant’Antonio, di San Biagio e al Conservatorio di Sant’Anna ad Aversa, o ai contesti di Sant’Ilario e Monte Santa Croce; nelle schede ad essi dedicate si constata la convergenza tra dati d’archivio, lettura stratigrafica delle murature e studio dei reperti che consente di ricostruire le trasformazioni degli spazi conventuali e monastici tra il medioevo e l’età moderna.

Accanto al database e a completamento dell’impianto scientifico del progetto il sito web, come già anticipato, ospita sezioni dedicate ai prodotti della ricerca, ai seminari e alle attività di disseminazione, documentando il carattere dinamico dell’iniziativa e il suo costante dialogo con la comunità accademica e il territorio. In questa prospettiva, un rilievo particolare assume la sezione dedicata ai Seminari di Archeologia Medievale in Campania (SArMeCa), che raccoglie contributi, poster scientifici e aggiornamenti sulle ricerche in corso nel territorio regionale, non solo di studiosi affermati, ma anche di giovani ricercatori, offrendo un’importante occasione per la diffusione dei risultati raggiunti e incentivando attivamente il dibattito nel panorama scientifico attuale7.

Figura 5. Paneninrefectorio.it, sezione SArMeCa

4. Tipologie di contenuti e autonomia e limiti nella gestione dei dati

L’insieme dei contenuti disponibili sul portale si articola in una selezione di materiali eterogenei che spaziano dalle sintesi di ricerca agli abstract di articoli scientifici, includendo una ricca documentazione visiva composta da immagini fotografiche, planimetrie tecniche e contributi filmati, oltre alle necessarie informative sui seminari. La gestione dei contenuti (CMS, Content Management System) è fatta attraverso la piattaforma software open source WordPress8. La scelta di adottare WordPress risponde a una precisa esigenza metodologica: garantire l’autonomia gestionale al gruppo di ricerca, superando la necessità di una mediazione informatica costante. La piattaforma si è dimostrata particolarmente efficace per la sua struttura modulare, basata su temi e plugin che permettono di organizzare sezioni eterogenee – dagli archivi bibliografici alle gallerie multimediali – con una curva di apprendimento contenuta.

Tuttavia, l’uso di un CMS generalista per la ricerca scientifica solleva questioni interessanti sulla flessibilità degli standard. Se da un lato l’interfaccia intuitiva facilita la pubblicazione e la Terza Missione, dall’altro la sfida risiede nell’adattare tali strumenti a una gestione dei dati che sia rigorosa e scientificamente interoperabile. In questa prospettiva, WordPress non è stato utilizzato solo come un semplice editor visuale, ma come un’infrastruttura flessibile capace di ospitare la complessità di un progetto multidisciplinare, fungendo da ponte tra la facilità di consultazione per l’utente non esperto e la necessità di archiviazione per lo studioso.

5. Margini di miglioramento e prospettive future

Nel contesto nazionale, dove diversi siti tematici adottano standard avanzati di metadatazione e sistemi di interoperabilità con repository esterni, P.A.N.E.M. si configura come un progetto puntuale e ben strutturato, pur presentando margini di miglioramento sul piano dell’infrastruttura digitale. Il consolidamento dei database ricercabili e l’eventuale implementazione di API per l’accesso ai dati rappresentano i passaggi necessari per allineare il sito alle correnti pratiche di condivisione scientifica9. Questo sforzo tecnologico favorirebbe una più agevole circolazione delle informazioni tra gli istituti di ricerca e i progetti finanziati del settore, garantendo al sito maggiore visibilità nel network della medievistica digitale. La piena utilità del progetto in ambito accademico potrebbe essere ulteriormente potenziata attraverso una transizione verso modelli di Open Data. In particolare, l’integrazione di dataset strutturati e scaricabili – quali tabelle di inventario, schede stratigrafiche e metadati GIS – unitamente all’adozione di licenze esplicite per il riuso dei materiali, permetterebbe di trasformare il sito da semplice strumento di consultazione a risorsa attiva per la ricerca collaborativa.

6. Conclusioni

Il progetto P.A.N.E.M. rappresenta non solo un mezzo per la conoscenza dei contesti monastici in Campania, ma anche un esempio di sperimentazione per la comunicazione scientifica digitale. Il sito web ad esso collegato, Panem in refectorio, dimostra come la convergenza di diverse discipline (archeologia, architettura e letteratura) possa trovare in un sito tematico un efficace spazio di sintesi.

Tuttavia, l’efficacia di un sito tematico non si misura esclusivamente sulla qualità estetica o sulla ricchezza dei contenuti, ma sulla forma tecnica con cui il dato viene reso accessibile e riutilizzabile. La traiettoria evolutiva per Panem in refectorio – e più in generale per i siti tematici con profilo scientifico – risiede nell’investimento verso una piena interoperabilità. Il passaggio fondamentale sarà l’implementazione, in un arco temporale programmato di un anno, di standard aperti e la pubblicazione di dataset strutturati, trasformando definitivamente il sito da archivio digitale a nodo attivo di una rete globale di saperi (Linked Open Data). Solo attraverso questa apertura dei dati, la ricerca potrà assicurare quella trasparenza e quella riproducibilità che sono il fondamento del metodo scientifico, da garantire anche nell’ambito digitale.

L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2026

Note

  1. Cfr. Maurizio Rossi — Paolo Salonia, Comunicazione multimediale per i beni culturali, Milano: Addison Wesley, 2003; Interactive Media for Cultural Heritage, ed by F. Liarokapis, M. Shehade, A. Aristidou, Y. Chrysanthou, Cham: Springer, 2025 2025; Digital Cultural Heritage, ed. by H. Kremers, Cham: Springer, 2020; Museums and Digital Culture: New Perspectives and Research, ed. by T. Giannini, J. P. Bowen, Cham: Springer, 2019.
  2. Il programma V:ALERE è stato pensato per sostenere giovani ricercatori con contratti a tempo determinato, favorendo la loro autonomia scientifica e la capacità di competere in ambito europeo: <http://www.unicampania.it/index.php/ricerca/misure-di-ateneo-per-la-ricerca/bandi-di-ateneo-programma-valere/programma-valere-2020>.
  3. Si ringraziano Maria Gabriella Pezone, Professoressa ordinaria di Storia dell’Architettura (Unità di Architettura) e Daniela Carmosino, Ricercatrice di Critica letteraria e Letterature comparate (Unità di Letteratura comparata), per il coordinamento scientifico, e Daniele Carbone per l’assistenza tecnica e informatica.
  4. Silvana Rapuano, Il progetto P.A.N.E.M. In: P.A.N.E.M. Pottery, Architecture, Narrations, Environment of Monasteries. Atti della giornata di studi, Aulario, Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Santa Maria Capua Vetere, 16 dicembre 2021, a cura di S. Rapuano, M. G. Pezone, D. Carmosino, L. Lonardo, Roma: Aracne, 2022, p. 9-14.
  5. In ambito accademico, la Terza Missione rappresenta l’impegno delle università e degli enti di ricerca a uscire dalle proprie mura per dialogare direttamente con la società. Se la prima missione è l’insegnamento e la seconda è la ricerca scientifica, la terza è il ponte che collega queste attività al mondo esterno, trasformando la conoscenza in valore concreto per il territorio. <https://www.unicampania.it/index.php/terza-missione>.
  6. https://www.paneminrefectorio.it.
  7. Nicola Busino — Lester Lonardo — Silvana Rapuano, I Seminari di Archeologia Medievale in Campania: temi e prospettive, in: SArMeCa I, Seminari di Archeologia Medievale in Campania, a cura di N. Busino, L. Lonardo, S. Rapuano, Santa Maria Capua Vetere: Dilbec Book, 2024, p. 11-12.
  8. La struttura del sito è stata sviluppata da una società informatica esterna, seguendo le indicazioni di progettazione definite dal gruppo di ricerca. Quest’ultimo non si è limitato alla fase ideativa, ma ha curato direttamente l’intera redazione dei contenuti digitali, garantendo l’accuratezza scientifica delle pagine web. Attualmente, i ricercatori continuano a gestire il costante aggiornamento e l’evoluzione del portale, assicurando una supervisione editoriale e scientifica su ogni materiale pubblicato.
  9. Donatella Castelli — Paolo Manghi — Costantino Thanos, Comunicazione scientifica: la nuova frontiera, «DigItalia. Rivista del digitale nei beni culturali», 7 (2012), n. 2, p. 29-39, <https://digitalia.cultura.gov.it/article/view/576/408>. Mauro Guerrini, Metadatazione: la catalogazione in era digitale. Milano: Editrice Bibliografica, 2022.

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Autori/Autrici

Silvana Rapuano - Silvana Rapuano Università della Campania Luigi Vanvitelli. Dipartimento di Lettere e Beni Culturali https://orcid.org/0000-0002-7482-6804

Come citare

Rapuano, S. (2026). Un sito web per la valorizzazione di siti monastici e conventuali: il progetto P.A.N.E.M. DigItalia, 21(1), 107–116. https://doi.org/10.36181/digitalia-00160
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Silvana Rapuano - Silvana Rapuano Università della Campania Luigi Vanvitelli. Dipartimento di Lettere e Beni Culturali https://orcid.org/0000-0002-7482-6804

Come citare

Rapuano, S. (2026). Un sito web per la valorizzazione di siti monastici e conventuali: il progetto P.A.N.E.M. DigItalia, 21(1), 107–116. https://doi.org/10.36181/digitalia-00160
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