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Sezione: Progetti
Data di pubblicazione: 13-07-2026

La nuova Bibliografia nazionale italiana

Autori

Il contributo illustra le caratteristiche del nuovo ambiente tecnologico per la fruizione della Bibliografia nazionale italiana (BNI) pubblicato online all’inizio del 2026, tentando di inquadrare la BNI nel più ampio contesto dei servizi bibliografici nazionali. In particolare, vengono approfondite le motivazioni di carattere biblioteconomico e gestionale che hanno condotto la Biblioteca nazionale centrale di Firenze all’adozione di questa soluzione.

 

Nota sulle autrici 1

1. Introduzione: per una revisione dell’iter del libro

Il 12 gennaio 2026 è stata pubblicata la nuova interfaccia web di fruizione della Bibliografia nazionale italiana (BNI)2, prodotta e gestita dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze (BNCF).

Alla nuova BNI si è giunti a seguito di un ripensamento complessivo dell’iter di trattamento del libro, avviato nel luglio 2024, in ragione delle funzioni istituzionali esercitate dalla BNCF3 e dell’attuale contesto tecnologico. Tale ripensamento riguarda più aspetti delle attività della BNCF, di cui la BNI è parte integrante.

È necessario, infatti, ricordare che tra i compiti affidati in via esclusiva alla BNCF vi è tanto la produzione della BNI, quanto quella degli strumenti nazionali relativi alla catalogazione semantica. Inoltre, la Biblioteca raccoglie, ai fini della costituzione dell’Archivio nazionale della produzione editoriale italiana, i documenti d’interesse culturale destinati all’uso pubblico, mandato che condivide con la Biblioteca nazionale centrale di Roma (BNCR)4. Sulla base di quest’ultima funzione, da luglio 2024 la Biblioteca collabora strettamente e fruttuosamente con la BNCR e con l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU) per costruire un flusso di lavoro che consenta di importare nei poli SBN delle due Biblioteche nazionali centrali - BVE e CFI - con procedure semiautomatiche, i record descrittivi di Alice, il catalogo di libri italiani in commercio, fuori catalogo e di prossima pubblicazione, prodotto e gestito da Informazioni Editoriali5. Tale integrazione consentirà di rendere più rapidamente disponibili le risorse bibliografiche nei cataloghi, fornendo un servizio più efficiente a utenti ed editori. Una volta a regime, l’esperienza delle due Biblioteche nazionali centrali potrà costituire un primo passo verso un più generale efficientamento delle attività di catalogazione, basato sull’interoperabilità tra sistemi e sul riuso di dati già esistenti. Una prospettiva che, peraltro, era già propria del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) al momento della sua istituzione.

Con riferimento alla produzione degli strumenti nazionali relativi alla catalogazione semantica, a partire dalla seconda metà del 2025, il Settore ricerche e strumenti di indicizzazione semantica in collaborazione con il Settore Bibliografia nazionale italiana e Catalogazione e con alcuni esperti, è impegnato nella redazione di un documento tecnico volto a definire regole per l’utilizzo di termini controllati in SBN come sistema alternativo alle stringhe di soggetto per l’indicizzazione semantica. Il documento è stato reso disponibile ad aprile 2026 per le osservazioni della comunità professionale. La BNCF è, infatti, consapevole che la produzione di soggetti risulta estremamente onerosa e non sempre sostenibile per molte biblioteche che da tempo tendono a privilegiare, ove tecnicamente possibile in base al software di catalogazione in uso, l’attribuzione di più semplici keyword. Si ritiene inoltre che l’attribuzione di termini controllati tratti dal Thesaurus6 della BNCF e da altri vocabolari possa trovare molteplici applicazioni in ottica MAB/GLAM. In tale quadro è ragionevole prevedere l’utilizzo in BNCF di termini controllati per la catalogazione semantica di record a un livello medio 71.

In questo ampio contesto, l’obiettivo complessivo del percorso avviato con la pubblicazione della nuova interfaccia di fruizione è, quindi, rendere le attività legate alla catalogazione e alla produzione dei record della BNI scalabili e sostenibili, anche in termini amministrativi ed economici, oltre che tecnici.

2. La nuova BNI nel contesto delle funzioni istituzionali della Biblioteca nazionale centrale di Firenze

Il progetto della nuova BNI nasce dall’esigenza di ricondurre la Bibliografia nazionale italiana a una più stretta coerenza con le finalità istituzionali della Biblioteca, affrontando criticità ormai strutturali nei modelli di produzione e pubblicazione. La trasformazione della BNI da pubblicazione periodica statica a servizio bibliografico dinamico, integrato nel catalogo e aggiornato con frequenza giornaliera, costituisce il fulcro di questo ripensamento, che coinvolge aspetti organizzativi, catalografici e tecnologici. L’analisi qui presentata intende ricostruire le motivazioni, le scelte e le implicazioni di tale trasformazione, muovendo da una duplice prospettiva: da un lato quella gestionale e biblioteconomica, legata alla sostenibilità dei processi di catalogazione e pubblicazione, dall’altro quella catalografica, relativa al rapporto tra livelli di trattamento, indicizzazione semantica e rappresentatività della BNI rispetto alla produzione editoriale. In questa cornice, la nuova interfaccia non costituisce soltanto uno strumento di accesso rinnovato, ma il segno di un cambiamento più profondo nel modo di concepire e realizzare i servizi bibliografici nazionali. La progettazione e la realizzazione della nuova BNI hanno richiesto circa un anno di lavoro e si devono alla collaborazione del Settore Bibliografia nazionale italiana e Catalogazione e del Settore Servizi informatici della BNCF.

Non appare qui opportuno ripercorrere la genesi e l’evoluzione della BNI, né richiamare in modo esteso la vasta bibliografia di riferimento sulle bibliografie nazionali in generale e su quella italiana in particolare; per tali aspetti si rinvia pertanto a sintetici riferimenti in nota7. Tuttavia, è doveroso ricordare che il Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa iniziò la pubblicazione nel 1886 sotto la spinta di Desiderio Chilovi, e fu edito sino al 1957, anno in cui fu sostituito dalla Bibliografia nazionale italiana. Si trattava inizialmente di pubblicazioni quindicinali e successivamente mensili; la periodicità ravvicinata e la stessa natura periodica erano funzionali a garantire la massima tempestività della diffusione, coniugata con autorevolezza ed esaustività, caratteristiche proprie di una bibliografia nazionale. Dopo una fase di pubblicazione su DVD e poi di distribuzione online a pagamento tramite una libreria concessionaria, nel 2016 la BNI è stata resa disponibile gratuitamente su un sito dedicato afferente al dominio della BNCF, sempre pubblicata in fascicoli, consultabili online e scaricabili in formato PDF, UNIMARC e XML. Tale sito è oggi correttamente archiviato e rimane disponibile per la consultazione8.

Si è già detto come la Biblioteca abbia il compito specifico9 di realizzare i servizi bibliografici nazionali mediante la produzione, il coordinamento e la diffusione della Bibliografia nazionale italiana nelle sue diverse serie, in conformità agli standard ed ai programmi internazionali. Il d.m. 270/2024 individua cioè nella Biblioteca l’agenzia bibliografica nazionale ossia, secondo la definizione IFLA del 1979:

«l’unità organizzativa istituita all’interno del sistema bibliotecario di un paese, che si assume la responsabilità della messa a punto di record bibliografici autorevoli e completi per ogni nuova pubblicazione uscita nel paese; i record sono conformi agli standard bibliografici internazionali accettati e pubblicati nel più breve tempo possibile in una bibliografia nazionale, che esce regolarmente»10.

Definizione arricchita, nel 2012, introducendo altresì un compito specifico relativo alla necessità di aumentare l’interoperabilità e, soprattutto, l’accessibilità dei record prodotti11:

«A National bibliographic agency (NBA) has the responsibility for providing the authoritative bibliographic data for publications of its own country and for making that data available to other NBAs, libraries, and other communities (for instance archives and museums) through appropriate and timely services with the goal of increasing open access to the bibliographic data».

Alla luce di ciò, le caratteristiche fondamentali di una bibliografia nazionale possono essere ricondotte essenzialmente a tre elementi: la rappresentatività della produzione editoriale, la tempestività rispetto alla pubblicazione e l’autorevolezza, garantita dalla conformità agli standard internazionali12 e dalla interoperabilità dei dati.

3. L’analisi biblioteconomica e gestionale

L’analisi effettuata dalla Biblioteca in merito alla produzione e alla pubblicazione della BNI si fonda sulle due prospettive principali sopra menzionate: una di tipo gestionale e biblioteconomica e l’altra più propriamente catalografica.

La nuova interfaccia segna, innanzitutto, il superamento definitivo della Bibliografia nazionale italiana come pubblicazione a fascicoli, con la conseguente chiusura del periodico articolato in serie13, che dalla fine del secolo XIX garantiva la massima tempestività. La BNI sarà, pertanto, prodotta e pubblicata interamente online, attraverso aggiornamenti quotidiani in batch notturni, analogamente a quelli della maggior parte degli OPAC, e in modo coerente con le possibilità offerte dalle tecnologie oggi disponibili.

La BNCF, in quanto titolare del deposito legale nazionale senza alcuna esenzione, è infatti l’istituzione che raccoglie la più ampia collezione della produzione editoriale del Paese. Non è necessario ricordare come essa riceva anche l’unica copia destinata all’archivio nazionale della produzione editoriale delle pubblicazioni con una tiratura limitata non superiore ai 200 esemplari o con un valore commerciale non inferiore a 15.000 euro per ciascun esemplare14. Per questo motivo, la Biblioteca riceve annualmente circa 80.000 volumi, ai quali si aggiungono oltre 185.000 fascicoli di periodici. La Biblioteca opera nel catalogo del Servizio bibliotecario nazionale su un volume annuo compreso tra i 50.000 e i 60.000 record15. Attualmente solo una parte dei volumi ricevuti viene selezionata per il trattamento all’interno della BNI: si tratta di circa 14.000 record annui, che vengono lavorati a livello SUP 95, con i relativi authority record a livello AUF 97. I soggetti prodotti dalla BNCF si collocano al vertice della gerarchia delle biblioteche soggettatrici e, pertanto, non possono essere modificati da altri soggetti se non dalla stessa BNCF. Da ciò consegue che la BNI riesce a rappresentare circa il 17,5% della produzione editoriale italiana effettivamente consegnata per deposito legale o comunque acquisita dalla Biblioteca, senza considerare le pubblicazioni i cui editori, pur sollecitati, non ottemperano agli obblighi di versamento della copia di deposito.

Dal punto di vista gestionale e biblioteconomico, occorre considerare come la pubblicazione dei fascicoli della BNI nel corso degli anni abbia subito rallentamenti significativi, dovuti principalmente alla carenza di risorse umane dedicate e al progressivo scollamento temporale tra la catalogazione descrittiva e quella semantica. Poiché i fascicoli erano pubblicati sul sito web solo quando i record risultavano completi sotto entrambi i profili, essi rimanevano aperti nel corso dell’anno, e talvolta venivano chiusi soltanto a metà dell’anno successivo. Tale criticità è legata in particolare all’attività di catalogazione semantica, notoriamente onerosa, ma anche a fattori di natura organizzativa. In questo contesto, il 2024 è stato impiegato anche per la formazione di alcuni bibliotecari, affinché potessero acquisire le competenze necessarie a portare a termine, per ciascun record, sia la catalogazione descrittiva sia quella semantica. Questa attività formativa ha inevitabilmente sottratto tempo alla catalogazione corrente, ma è da considerare un investimento strategico per il futuro della Biblioteca16. Nonostante tali interventi, è apparso evidente che la pubblicazione a fascicoli immodificabili non rappresentasse più una modalità adeguata alle esigenze di una bibliografia nazionale. Da qui la scelta di adottare un diverso modello di pubblicazione, fondato anche su un workflow radicalmente ripensato.

Nel nuovo modello organizzativo il record viene pubblicato in BNI nel momento in cui gli viene assegnato il numero standard di BNI, vale a dire quando la catalogazione descrittiva è completata. Contestualmente, il volume diviene disponibile per la consultazione pubblica. La catalogazione semantica è realizzata dallo stesso bibliotecario che ha curato la descrittiva in modo contestuale, oppure immediatamente dopo, evitando che il volume permanga per periodi prolungati in una fase intermedia di trattamento. Con il nuovo flusso procedurale, i record sono gestiti esclusivamente in SBN e l’interfaccia di consultazione della BNI si aggiorna tramite batch notturni, mostrando i record ai quali è attribuito un identificativo univoco BNI, sia in accrescimento che in correzione. Ne deriva che i record della BNI non sono più statici come accadeva per quelli pubblicati nei fascicoli, ma si comportano, analogamente ai record di un OPAC, come entità dinamiche, soggette ad aggiornamenti successivi. Il passaggio alla nuova BNI ha comportato anche una scelta particolarmente ponderata: tutti i fascicoli BNI del 2025 sono stati chiusi, indipendentemente dallo stato di lavorazione dei record, inclusi quelli privi di stringa di soggetto o di classificazione. Successivamente, l’arretrato del 2025 è stato trattato limitatamente alla catalogazione descrittiva e i dati così prodotti sono stati riversati nella nuova BNI anche in assenza di catalogazione semantica.

Per quanto riguarda le soluzioni tecnologiche da implementare per la nuova BNI, la scelta è stata piuttosto lineare. La BNCF ha, da tempo, optato per soluzioni quasi completamente open source. In particolare, nel 2020 ha adottato la Library Services Platform FOLIO17 per la gestione dei servizi di Biblioteca - software scelto nel 2022 anche dalla Library of Congress18 -, e successivamente la piattaforma di discovery VuFind19 per il catalogo online20. Nel corso del 2025 la Biblioteca ha provveduto al rinnovo del servizio di manutenzione evolutiva della piattaforma FOLIO e dell’istanza VuFind di BNCF21 e ha commissionato anche la realizzazione di una nuova istanza dell’OPAC VuFind dedicata e personalizzata per la nuova BNI. La scelta di FOLIO assume un significato ulteriore poiché, dalla release Sunflower-SP-4.6, il sistema mette a disposizione una app per la creazione e/o modifica di record bibliografici e di autorità in formato aperto22, rendendo, quindi, potenzialmente i dati della BNI maggiormente accessibili e utilizzabili anche per elaborazioni automatiche. La scelta di un software open source per la nuova BNI conferma, quindi, la linea programmatica in tal senso già effettuata nel 2019 dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze ed è coerente con il Codice dell’amministrazione digitale e con le necessità di garantire la rotazione dei fornitori imposte dal Codice dei contratti pubblici23.

Dal punto di vista gestionale attualmente la lavorazione dei circa 60.000 record per il catalogo di cui 14.000 a livello SUP 95 per la BNI implica l’impiego di risorse economiche considerevoli, soprattutto in considerazione della progressiva riduzione del personale interno. Solo una parte di queste attività è svolta dal personale della Biblioteca; una quota significativa – anche per garantire il livello di qualità della BNI – è affidata al personale di supporto Ales e a contratti esternalizzati di catalogazione. Il costo complessivo della catalogazione si aggira intorno ai 500.000 euro all’anno, pari quasi al 18% dell’attuale budget annuale della Biblioteca. A fronte di circa 80.000 volumi ricevuti, la Biblioteca accumula un arretrato nella catalogazione di circa 30.000 unità all’anno; nel 2026 e negli anni successivi, si prevede di intervenire progressivamente su tale arretrato attraverso ulteriori investimenti, con l’obiettivo di recuperare circa 25.000 record non catalogati. Alla luce di questi dati, e considerando anche il progressivo disinvestimento generale sulla catalogazione, appare evidente la necessità di ripensare la modalità di produzione della BNI in un’ottica di maggiore sostenibilità, al fine di garantire una bibliografia nazionale non solo accurata e autorevole, ma anche tempestiva e realmente rappresentativa della produzione editoriale. Se la tempestività può essere garantita dalla nuova modalità di pubblicazione e l’autorevolezza è assicurata dai record trattati a livello SUP 95, la rappresentatività può essere incrementata solo accettando che anche i record lavorati a livello medio 71 possano essere dotati di un numero identificativo standard BNI e confluire nella Bibliografia nazionale italiana. Affinché una parte significativa dei circa 50.000 record annui possa trovare spazio nella BNI, è necessario che tale apertura sia controllata, cioè contemperata dalla presenza di un tipo di indicizzazione semantica. Per questo motivo, risulterebbe opportuno valutare l’adozione di una catalogazione semantica basata su termini controllati, che consente una riduzione dei tempi di realizzazione delle stringhe di soggetto, pur senza eliminare la necessità dell’analisi concettuale. Sarebbe inoltre auspicabile che l’utente potesse visualizzare in modo trasparente il livello qualitativo o di completezza del record consultato; tuttavia, allo stato attuale, il software di catalogazione in uso non consente l’esportazione dell’informazione relativa al livello di catalogazione negli OPAC.

4. Caratteristiche tecniche e funzionalità della nuova interfaccia di BNI

La scelta di utilizzare un sistema di catalogo online come interfaccia utente di fruizione della Bibliografia nazionale italiana è in continuità con quanto ormai avviene per la maggior parte delle bibliografie nazionali esistenti24. Come già anticipato, la nuova interfaccia della BNI si basa sul sistema di discovery VuFind e ne implementa molte delle sue funzionalità standard. L’istanza BNI di VuFind, inoltre, utilizza lo stesso database, e relative procedure di aggiornamento, e lo stesso indicizzatore del catalogo online del Polo CFI25, semplicemente filtrando i record e mostrando all’utente solo quelli associati ad un numero BNI. Il riuso di infrastrutture già esistenti, sia hardware che software, ha consentito di contenere i costi iniziali di implementazione, e rende la gestione sul lungo periodo dell’ambiente più sostenibile, anche dal punto di vista economico. Analogamente al catalogo del Polo CFI, i dati sono aggiornati quotidianamente, pertanto sono mostrati tempestivamente sia i nuovi record che eventuali modifiche su quelli già prodotti. Sarebbe stato possibile adottare una soluzione alternativa basata sull’aggiornamento per puro accrescimento del database, tale da garantire la staticità dei record BNI; tuttavia, dopo un’ampia riflessione, si è optato per una diversa decisione. A questo proposito, è doveroso ricordare che, dalla nascita del Servizio bibliotecario nazionale26, la catalogazione di quanto perviene alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze per deposito legale, ed è selezionato per la Bibliografia nazionale, avviene all’interno del catalogo collettivo e collaborativo di SBN. Questo approccio ha quindi considerato, fin da subito, la Bibliografia nazionale all’interno dei più vasti servizi bibliografici nazionali. La scelta di non produrre più una ulteriore versione statica della BNI comporta, quindi, che aggiornamenti dei record BNI possano essere effettuati anche da biblioteche non ufficialmente cooperanti a questo scopo con la BNCF27, purché aventi operatori con permessi di catalogazione a livello SUP 95 e con credenziali di Interfaccia Diretta di Indice28. Seppure la maggior parte degli aggiornamenti possano dirsi certamente migliorativi dei record, si accetta chiaramente il rischio che talune modifiche possano essere effettuate in maniera meno consapevole, soprattutto nel caso in cui record BNI vengano fusi con altri apparentemente uguali o analoghi29, e che ciò comporti una potenziale distanza del record derivante dalla fusione con quanto inizialmente prodotto nell’ambito delle attività della Bibliografia nazionale italiana. Tuttavia, tale rischio è già limitato dall’alto livello di autorità richiesto per le modifiche, e la speranza è che lo sia sempre di più, potendo migliorare non solo le modalità di cooperazione all’interno di SBN, ma anche la formazione del personale. D’altra parte, se è vero che operazioni come la fusione di record non sono reversibili, è però sempre possibile ripristinare una versione più corretta o completa dei record all’interno del catalogo collettivo, e ciò dovrebbe essere interpretato più come una possibilità che come un limite. Inoltre, questa soluzione garantisce non solo che eventuali errori o lacune accidentali dei record BNI possano essere sanati, ma anche che non si generi discrepanza tra record riferiti ad una stessa entità bibliografica, prodotti da una parte all’interno della BNI e dall’altra all’interno del catalogo SBN. Tale discrepanza potrebbe, infatti, far venire meno un requisito fondamentale nella produzione dei record bibliografici ovvero quello della non ambiguità, che rischia di essere spaesante per gli utenti finali sia della Bibliografia che dei cataloghi, soprattutto nel lungo periodo. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di garanzia rappresentato dal versioning dei record, funzionalità supportata dall’ultima release di FOLIO, in uso in Biblioteca.

Per quanto riguarda gli utilizzi della BNI da parte del pubblico reale o potenziale, per prima cosa è necessario sottolineare come l’interfaccia web di BNI risolva precedenti problemi di accessibilità30 e sia studiata per consentire la massima usabilità possibile31. Le funzionalità di ricerca attualmente implementate sono quelle del catalogo del Polo CFI (Ricerca semplice e avanzata, e Ricerca per termini di soggetto) cui si affiancano due modalità di navigazione preimpostate, quella per edizione e classi Dewey, presente anche nel catalogo di Polo, e una per Indici (Autore, Soggetto, Luogo di Pubblicazione) implementata appositamente per la BNI. La navigazione per Indici dovrebbe, infatti, fornire una risposta puntuale alle principali domande cui è chiamata a rispondere una bibliografia nazionale, quali, a titolo meramente esemplificativo, quanti documenti sono stati pubblicati in una determinata città in un dato anno, o quanti documenti pubblicati in Italia trattano di un determinato argomento. È però bene specificare che tali Indici sono costruiti a partire dalle informazioni presenti nei record UNIMARC e non in quelle eventualmente registrate nei record UNIMARC Authorities32, poiché questi ultimi, è il caso degli Autori e dei Termini di soggetto, non sono esportabili dal software di catalogazione SBNWeb in uso nel Polo CFI, o perché le informazioni non sono proprio soggette a controllo di autorità, come nel caso dei Luoghi che, come noto, in SBN sono oggetto di controllo di autorità solo nell’ambito del trattamento del Libro antico33. Le liste dei risultati di ricerca, una volta aggiunti alla “Lista dei preferiti”34, sono stampabili ed esportabili in diversi formati. Così come esportabili in diversi formati sono i singoli record. A partire dal dettaglio del singolo record, inoltre, un link rimanda direttamente allo stesso record esposto nell’Opac SBN35, consentendo quindi all’utente di accedere velocemente anche alle informazioni sulla localizzazione del documento nelle biblioteche SBN, passando perciò facilmente dalla Bibliografia al Catalogo.

Infine, riprendendo quanto già precedentemente accennato, è utile ribadire che anche l’interoperabilità lato macchina è un preciso obiettivo di questa opera di reingegnerizzazione della Bibliografia nazionale, che si spera di vedere realizzato entro il 2027 grazie alle funzionalità in sviluppo del software FOLIO, con particolare riferimento alla possibilità di export dei dati in formati aperti, quali BIBFRAME36. Nell’istanza FOLIO BNCF è, infatti, già presente, per le esigenze di servizio della Biblioteca, una copia aggiornata quotidianamente di tutti i record bibliografici prodotti dalla BNCF, quindi anche di quelli BNI.

5. Conclusioni

La transizione alla nuova Bibliografia nazionale italiana segna un passaggio di particolare rilievo nel modo in cui la Biblioteca nazionale centrale di Firenze interpreta e realizza il proprio ruolo di agenzia bibliografica nazionale. L’abbandono definitivo del modello della pubblicazione periodica a fascicoli, a favore di una bibliografia dinamica, aggiornata con cadenza giornaliera e integrata nel catalogo, risponde in modo più coerente alle esigenze fondamentali di una bibliografia nazionale: tempestività, autorevolezza e rappresentatività. Tale evoluzione si colloca pienamente all’interno della tradizione cooperativa del Servizio bibliotecario nazionale, che ha dimostrato nel tempo la capacità del sistema di migliorare i propri dati attraverso il confronto, la correzione e il riuso condiviso delle informazioni bibliografiche. In questo quadro, la scelta tecnologica di adottare FOLIO e di orientarsi progressivamente verso la pubblicazione dei dati in formato aperto rafforza ulteriormente il ruolo della BNI come infrastruttura di servizio, non solo per gli utenti finali, ma anche per l’intero ecosistema informativo e bibliotecario.

La nuova BNI non rappresenta dunque un punto di arrivo, ma una fase di un processo in continua evoluzione, che richiederà ulteriori aggiustamenti organizzativi, catalografici e tecnologici. Essa costituisce tuttavia un passo decisivo verso un modello di bibliografia nazionale più sostenibile, capace di conciliare rigore scientifico, efficienza operativa e aderenza alla realtà della produzione editoriale contemporanea, riaffermando la funzione della Bibliografia nazionale italiana come strumento centrale della memoria bibliografica del Paese.

L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2026

Note

  1. Il presente contributo è frutto delle riflessioni condivise tra le autrici, che spesso hanno giovato anche dello scambio con alcuni colleghi della BNCF, che qui si ringraziano. Nello specifico, la redazione dei paragrafi 1-2-3-5 è a cura di Elisabetta Sciarra, la redazione del paragrafo 4 è a cura di Chiara Storti.
  2. La nuova BNI è raggiungibile all’indirizzo <https://bni.cultura.gov.it/>.
  3. Tali funzioni sono definite da ultimo nel d.m., Ministero della cultura, n.270/2024, art. 39.
  4. L. 106/2004 e d.P.R. 252/2006.
  5. https://www.ie-online.it/.
  6. https://thes.bncf.firenze.sbn.it/ricerca.php.
  7. Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Il Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa: scheda bibliografica nel centenario della fondazione, Firenze: Biblioteca nazionale centrale, 1988; Gianna Del Bono, Per una storia della Bibliografia nazionale italiana. Desiderio Chilovi e i primi quindici anni di vita del «Bollettino», «Culture del testo e del documento. Le discipline del libro nelle biblioteche e negli archivi» 6 (2001), p. 5-82; 7 (2002), p. 75-108; più di recente si rinvia solamente a Luca Bellingeri – Maria Chiara Giunti, BNI aperta e in cooperazione: come e perché, «JLIS» 8 (2017), n. 1, p. 67-76, <https://doi.org/10.4403/jlis.it-386>; Paolo Wos Bellini, The Italian National Bibliography today, «JLIS» 13 (2022), n. 1, p. 246-255, <https://doi.org/10.4403/jlis.it-12722>. Ai fini dell’analisi è stata tenuta presente la bibliografia di riferimento; si segnala in particolare IFLA Bibliography Section Standing Committee, Common Practices for National Bibliographies in the Digital Age, ed. by R. L. Lubas, M. Koskas, with contributions from P. Riva, M. Guerrini, E.-M. Häusner, K. Murakami, A. Meyer-Heß, M. Nauri, Y. Sommerland, M. Szunejko, M. Tsuda, The Hague: IFLA, 2022, uri: <https://repository.ifla.org/handle/20.500.14598/2001>.
  8. Le copie archiviate del sito BNI sono raggiungibili all’indirizzo: <https://wayback.archive-it.org/11343/*/http://bni.bncf.firenze.sbn.it/>.
  9. D.m. 270/2024, art. 39, comma 2 lettera d.
  10. International Federation of Library Associations, IFLA International Office for UBC, & UNESCO, 1979.
  11. IFLA Bibliography Section, IFLA Professional Statement on Universal Bibliographic Control, The Hague: IFLA, 2013, <https://repository.ifla.org/items/85a8634b-a747-4740-b13b-06919144ec72>.
  12. Da ultimo si segnala in traduzione italiana la Dichiarazione professionale dell’IFLA sul controllo bibliografico universale (2025), in cui la definizione appare la seguente: «Agenzie bibliografiche nazionali (NBA): una NBA è un’agenzia ufficialmente incaricata, in ciascun territorio, di creare e mantenere metadati bibliografici e di autorità relativi alla produzione editoriale del proprio territorio, comprese le opere, i creatori e i luoghi. L’NBA può essere un’unità della biblioteca nazionale o di un altro ente territoriale. L’NBA è responsabile della produzione e della distribuzione tempestiva di metadati autorevoli, garantendone la qualità e l’integrità e rendendoli disponibili per un uso accessibile e interoperabile a livello globale». Si veda: IFLA Bibliography Section, Dichiarazione professionale dell’IFLA sul controllo bibliografico universale, traduzione di Lucia Sardo, The Hague: IFLA, 2025, <https://repository.ifla.org/handle/20.500.14598/6922>.
  13. Serie monografie: ISSN: 1594-0403; Serie periodici: ISSN: 1594-0411; Serie musica: ISSN: 1594-042X.
  14. D.P.R. 252/2006, art.9.
  15. Si precisa che il numero di record è ricavato dal numero degli inventari; non si considerano record ai fini delle statistiche BNI e di catalogo i titoli dell’opera, i record di authority, i titoli analitici (N), paralleli (P), o altri titoli (D). Pertanto, il numero di 60.000 record trattati in catalogo e il numero di 14.000 record trattati in BNI si riferiscono ai volumi effettivamente inventariati.
  16. Come ricaduta secondaria di questa attività formativa in gran parte informale, la Biblioteca nazionale centrale di Firenze ha anche erogato formazione strutturata e diretta ai bibliotecari al Polo SBN CFI, nell’ambito del più ampio percorso formativo proposto da ICCU, e soprattutto ha realizzato dei corsi registrati per la comunità dei dipendenti del Ministero della Cultura, fruibili sulla piattaforma interna.
  17. FOLIO è acronimo di Future of Libraries is Open. Tutta la documentazione è disponibile a partire da: <https://folio.org/>.
  18. Si veda: <https://newsroom.loc.gov/news/library-of-congress-launches-effort-to-transform-collections-management-and-access/s/c432d3c2-780b-4bfe-9123-bbb6c25631bc>.
  19. https://vufind.org/vufind/.
  20. https://opac.bncf.firenze.sbn.it/.
  21. In questo caso, considerato il numero esiguo di operatori economici nel settore specifico, è stata fatta una manifestazione di interesse aperta a cui è seguita una RDO evoluta su piattaforma MEPA a due parametri.
  22. Nella release Sunflower-SP-4.6 la app “Linked Data Editor” è rilasciata in versione beta.
  23. D.lgs. 82/2005, in particolare art. 68-69 e d.lgs. 36/2023, in particolare art. 49.
  24. Il Registro delle bibliografie nazionali con una breve descrizione e i link di accesso è disponibile sul sito dell’IFLA: <https://www.ifla.org/g/bibliography/national-bibliographic-register/>.
  25. https://opac.bncf.firenze.sbn.it/.
  26. Tra il 1985 e il 1986.
  27. Una collaborazione con altre biblioteche è iniziata solo nel 2016, quando i fascicoli della BNI sono stati pubblicati online sul sito dedicato gestito dalla Biblioteca già citato, e attualmente contribuiscono alla BNI solo la BNCR e la Biblioteca Centrale Giuridica (BCG) con una media di 500 record l’anno.
  28. https://indice3.cloud.sbn.it/interfaccia-diretta/.
  29. Talvolta, la fusione apparentemente impropria dei reticoli dei record non dipende solo da una mancanza di pratica catalografica ma da esigenze gestionali diverse delle diverse tipologie di biblioteca e dei loro utenti. E non potendosi, dal punto di vista teorico, mantenere in SBN due tracciati record differenti riferiti ad una stessa entità, si possono creare “conflitti” nei diversi approcci gestionali. Questi casi sono noti all’interno della cooperazione di SBN ma, di fatto, non risolti.
  30. L’ambiente è stato sviluppato in conformità alle previsioni del d.lgs 106/2018.
  31. Il sistema adottato è funzionale alla visione della BNI come “cantiere aperto”, cioè uno strumento in grado di rinnovarsi in base alle richieste culturali e di ricerca emergenti.
  32. https://www.ifla.org/g/unimarc-rg/unimarc-authorities-3rd-edition-with-updates/.
  33. https://norme.iccu.sbn.it/index.php?title=Norme_comuni/Authority_file/Luoghi.
  34. La Lista dei preferiti è una funzionalità a disposizione di chiunque, senza necessità di login. Ciò significa che tale lista non viene salvata.
  35. https://opac.sbn.it/.
  36. Una prima funzionalità di export dei record in formato BIBFRAME 2 dovrebbe essere messa a disposizione della Library of Congress a partire dalla release Trillium (R1 2026) di FOLIO.

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Autori/Autrici

Chiara Storti - Biblioteca nazionale centrale di Firenze (BNCF) https://orcid.org/0009-0005-1767-3425

Elisabetta Sciarra - Biblioteca nazionale centrale di Firenze (BNCF)

Come citare

Storti, C., & Sciarra, E. (2026). La nuova Bibliografia nazionale italiana. DigItalia, 21(1), 81–92. https://doi.org/10.36181/digitalia-00158
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Autori/Autrici

Chiara Storti - Biblioteca nazionale centrale di Firenze (BNCF) https://orcid.org/0009-0005-1767-3425

Elisabetta Sciarra - Biblioteca nazionale centrale di Firenze (BNCF)

Come citare

Storti, C., & Sciarra, E. (2026). La nuova Bibliografia nazionale italiana. DigItalia, 21(1), 81–92. https://doi.org/10.36181/digitalia-00158
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