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Sezione: Atti del convegno "La comunità in preghiera. MOL Liturgica e la catalogazione dei messali pretridentini". Seconda sessione
Data di pubblicazione: 25-06-2025

Il lavoro intorno. Esperienze italiane sulla trattazione dei Messali

Introduzione alla seconda sessione

Autori

Con questa sessione di lavori inauguriamo i momenti del convegno dedicati al racconto di esperienze e al confronto sulla trattazione dei messali manoscritti in modo da condividere un comune sguardo su questi codici e allargare la visione di come il progetto possa svilupparsi, migliorare nel metodo e raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

La sessione che ci apprestiamo ad animare identifica gli esemplari di messali pretridentini posseduti dai principali istituti nazionali coinvolti nella discussione e tratteggia alcune fra le più rilevanti esperienze progettuali del settore.

Come parte attiva e propositiva del progetto Messali, molto ben descritto nella sessione precedente, nonché membro del comitato dello stesso, penso sia utile riconoscere che per quanto si possa raggiungere un buon censimento, descrizione e digitalizzazione degli esemplari conservati in istituti di proprietà ecclesiastica, non si sarà mai esaustivi ed evidentemente mancheranno i numerosissimi codici conservati in Vaticano come quelli conservati in istituti civici, nonché al di fuori dell’Italia. È proprio questa considerazione che ha motivato l’articolazione del convegno a partire dalla presente sessione, insieme alla considerazione che le esperienze già maturate da altri istituti, magari in tempi diversi, sono d’ispirazione e approfondimento su quanto in corso.

Un aspetto non trascurabile è la messa a comune delle specializzazioni più alte e qui molto ben rappresentate. Specialisti di istituti nazionali, provinciali o comunali, come realtà di ricerca universitaria, sono seduti all’interno del medesimo ambiente per confrontarsi e mettere a disposizione le proprie conoscenze ed esperienze. Specialisti nella descrizione di manoscritti e nella loro digitalizzazione, esperti di codicologia, paleografia, paleografia musicale, storia della miniatura, liturgia, ecclesiologia, e molto altro siedono intorno allo stesso tavolo, parlando intorno al medesimo oggetto di studio, il codice liturgico e il messale nello specifico. Non è cosa scontata, poiché tradizionalmente si è abituati a lavorare esclusivamente all’interno della propria specializzazione perdendo il valore di uno sguardo complessivo e molteplice sull’oggetto di studio. Non ultimo aspetto da sottolineare, è il coinvolgimento trasversale di tutte le tipologie di istituto: non solo biblioteche, o archivi e musei, ma qualunque istituto possegga messali pretridentini. Questo aggiunge ulteriore opportunità di osservare con sguardi diversi, tradizioni e formazione autonoma, lo stesso oggetto di ricerca.

In questa sessione presenteremo gli interventi della Biblioteca nazionale centrale di Firenze e della Biblioteca comunale Malatestiana di Cesena. Scopriremo quanti messali sono confluiti nelle collezioni nazionali1 a seguito delle Leggi eversive2 e capiremo insieme quanto sia realmente confluito dei codici liturgici nelle collezioni statali e quanto i religiosi abbiano trattenuto presso di loro, dando il giusto peso alla valenza dell’uso liturgico che di questi testi si faceva, utilizzandoli quotidianamente durante le funzioni, o semplicemente perché così fortemente identitari della comunità monastica che li aveva prima prodotti e poi utilizzati da non potersene privare.

A concludere la sessione si darà conto del progetto MeMo – Memory of Montecassino, coordinato dall’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale e incentrato sul patrimonio dell’abbazia benedettina più grande e importante d’Italia.

L‘istituzione, che ha miracolosamente salvato gran parte dei suoi documenti e delle risorse bibliografiche dal terribile bombardamento del 1944, dal 2014 è un’abbazia territoriale circondata dal governo diocesano di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, in applicazione del motu proprio Catholica Ecclesia del 19763.

L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2025

Note

  1. La Biblioteca nazionale centrale di Roma (BNCR), da comunicazione di Valentina Longo - referente per la catalogazione del manoscritto antico -, possiede almeno sei messali pretridentini all’interno delle proprie collezioni e utilizza Manus OnLine per descriverli.
  2. Regio decreto 7 luglio 1866, n. 3.036 di soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose e Legge 15 agosto 1867, n. 3.848 che dispose la confisca dei beni immobili agrari accumulati nel corso dei secoli dagli enti religiosi.
  3. Paolo VI, Lettera apostolica in forma di motu proprio Catholica Ecclesia. Riordinamento delle abbazie non dipendenti da alcuna diocesi, Roma 23 ottobre 1976, <https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/motu_proprio/documents/hf_p-vi_motu-proprio_19761023_catholica-ecclesia.html>.

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Autori/Autrici

Francesca Maria D'Agnelli - Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto (BCE) della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

Come citare

D’Agnelli, F. M. (2025). Il lavoro intorno. Esperienze italiane sulla trattazione dei Messali: Introduzione alla seconda sessione. DigItalia, 20(1), 75–76. https://doi.org/10.36181/digitalia-00123
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Autori/Autrici

Francesca Maria D'Agnelli - Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto (BCE) della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

Come citare

D’Agnelli, F. M. (2025). Il lavoro intorno. Esperienze italiane sulla trattazione dei Messali: Introduzione alla seconda sessione. DigItalia, 20(1), 75–76. https://doi.org/10.36181/digitalia-00123
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