Il lavoro intorno. Esperienze italiane sulla trattazione dei Messali
Introduzione alla seconda sessione
Con questa sessione di lavori inauguriamo i momenti del convegno dedicati al racconto di esperienze e al confronto sulla trattazione dei messali manoscritti in modo da condividere un comune sguardo su questi codici e allargare la visione di come il progetto possa svilupparsi, migliorare nel metodo e raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.
La sessione che ci apprestiamo ad animare identifica gli esemplari di messali pretridentini posseduti dai principali istituti nazionali coinvolti nella discussione e tratteggia alcune fra le più rilevanti esperienze progettuali del settore.
Come parte attiva e propositiva del progetto Messali, molto ben descritto nella sessione precedente, nonché membro del comitato dello stesso, penso sia utile riconoscere che per quanto si possa raggiungere un buon censimento, descrizione e digitalizzazione degli esemplari conservati in istituti di proprietà ecclesiastica, non si sarà mai esaustivi ed evidentemente mancheranno i numerosissimi codici conservati in Vaticano come quelli conservati in istituti civici, nonché al di fuori dell’Italia. È proprio questa considerazione che ha motivato l’articolazione del convegno a partire dalla presente sessione, insieme alla considerazione che le esperienze già maturate da altri istituti, magari in tempi diversi, sono d’ispirazione e approfondimento su quanto in corso.
Un aspetto non trascurabile è la messa a comune delle specializzazioni più alte e qui molto ben rappresentate. Specialisti di istituti nazionali, provinciali o comunali, come realtà di ricerca universitaria, sono seduti all’interno del medesimo ambiente per confrontarsi e mettere a disposizione le proprie conoscenze ed esperienze. Specialisti nella descrizione di manoscritti e nella loro digitalizzazione, esperti di codicologia, paleografia, paleografia musicale, storia della miniatura, liturgia, ecclesiologia, e molto altro siedono intorno allo stesso tavolo, parlando intorno al medesimo oggetto di studio, il codice liturgico e il messale nello specifico. Non è cosa scontata, poiché tradizionalmente si è abituati a lavorare esclusivamente all’interno della propria specializzazione perdendo il valore di uno sguardo complessivo e molteplice sull’oggetto di studio. Non ultimo aspetto da sottolineare, è il coinvolgimento trasversale di tutte le tipologie di istituto: non solo biblioteche, o archivi e musei, ma qualunque istituto possegga messali pretridentini. Questo aggiunge ulteriore opportunità di osservare con sguardi diversi, tradizioni e formazione autonoma, lo stesso oggetto di ricerca.
In questa sessione presenteremo gli interventi della Biblioteca nazionale centrale di Firenze e della Biblioteca comunale Malatestiana di Cesena. Scopriremo quanti messali sono confluiti nelle collezioni nazionali1 a seguito delle Leggi eversive2 e capiremo insieme quanto sia realmente confluito dei codici liturgici nelle collezioni statali e quanto i religiosi abbiano trattenuto presso di loro, dando il giusto peso alla valenza dell’uso liturgico che di questi testi si faceva, utilizzandoli quotidianamente durante le funzioni, o semplicemente perché così fortemente identitari della comunità monastica che li aveva prima prodotti e poi utilizzati da non potersene privare.
A concludere la sessione si darà conto del progetto MeMo – Memory of Montecassino, coordinato dall’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale e incentrato sul patrimonio dell’abbazia benedettina più grande e importante d’Italia.
L‘istituzione, che ha miracolosamente salvato gran parte dei suoi documenti e delle risorse bibliografiche dal terribile bombardamento del 1944, dal 2014 è un’abbazia territoriale circondata dal governo diocesano di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, in applicazione del motu proprio Catholica Ecclesia del 19763.
L’ultima consultazione dei siti web è avvenuta nel mese di giugno 2025
Note
- La Biblioteca nazionale centrale di Roma (BNCR), da comunicazione di Valentina Longo - referente per la catalogazione del manoscritto antico -, possiede almeno sei messali pretridentini all’interno delle proprie collezioni e utilizza Manus OnLine per descriverli.
- Regio decreto 7 luglio 1866, n. 3.036 di soppressione degli ordini e delle congregazioni religiose e Legge 15 agosto 1867, n. 3.848 che dispose la confisca dei beni immobili agrari accumulati nel corso dei secoli dagli enti religiosi.
- Paolo VI, Lettera apostolica in forma di motu proprio Catholica Ecclesia. Riordinamento delle abbazie non dipendenti da alcuna diocesi, Roma 23 ottobre 1976, <https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/motu_proprio/documents/hf_p-vi_motu-proprio_19761023_catholica-ecclesia.html>.