Il “documento digitale”: analisi di un concetto in evoluzione
Che cos’è un “documento digitale”? La risposta presuppone a sua volta una qualche definizione di “documento digitale”. Ma questo è un concetto mutevole che cambia a seconda delle sollecitazioni provenienti dal campo dell’interoperabilità tra sistemi e della digital preservation.Lo stato dell’arte oggi è tale che possiamo parlare dei “documenti digitali” come se fossero oggetti ben conosciuti, ma appena tentiamo di darne una definizione rigorosa, restiamo letteralmente senza parole. L’impulso spontaneo, nel tentare di definire questo concetto, è quello di equiparare il documento digitale ad un file di computer. Questo rende il documento digitale simile, sotto il profilo dell’unitarietà, al documento tradizionale. Ma, in realtà, un singolo documento digitale, strutturato in maniera adeguata per ottemperare ai vincoli connessi all’interoperabilità e alla preservation, è composto da una molteplicità di file distinti che assolvono a molteplici compiti differenti.In primo luogo vi sono i file di contenuto e i file di metadati. Ma anche i file di contenuto, a loro volta, possono essere molteplici: ad esempio testo e immagini, di uno stesso documento digitale, possono essere contenuti in file separati.Vi sono poi metadati per i contenuti e metadati per gli aspetti tecnici dei file (formati, ecc.). La complessità, come è evidente, è notevole. Eppure la propensione a considerare il documento digitale come sostanzialmente analogo al documento tradizionale, persiste tenacemente. Probabilmente, contribuisce a ciò lo sforzo, lodevole, di rendere quanto più possibile “amichevoli” le tecnologie dell’informazione.Quella che segue è un’indagine non sistematica e non esaustiva nel calderone degli standard e dei progetti attuali in materia di digitalizzazione, sufficiente però a produrre l’impressione che il concetto di documento digitale, lungi dall’essere definito una volta per tutte, sia tuttora un concetto in evoluzione.
OAI, PMH, DSPACE, OAIS, RDF, Conservazione